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Arc Raiders, per Embark è giusto prendersi una pausa dal gioco

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Prendersi una pausa da Arc Raiders e dedicarsi ad altri giochi non è affatto un tradimento, anzi. A sostenerlo è proprio Aleksander Grøndal, produttore esecutivo di Embark Studios, che alla vigilia del lancio dell’aggiornamento Frozen Trail ha voluto ragionare apertamente su come si muove la base di utenti nei titoli live service, fatta di salite improvvise e inevitabili discese.

Il punto di partenza è la crescita del progetto, andata ben oltre quanto la compagnia si aspettasse all’inizio. Un successo di queste proporzioni ha portato lo studio ad accettare con una certa serenità l’alternanza tra picchi di giocatori e momenti più tranquilli, ormai considerata qualcosa di fisiologico. Secondo Grøndal la community divora i contenuti a una velocità che nessun team di sviluppo riesce a eguagliare, e i tempi di produzione restano per forza di cose più lenti.

C’è poi un aspetto meno evidente ma forse più interessante. Molte delle frustrazioni che ruotano attorno al modello live service, spiega il produttore, nascono dalla fatica che alcuni utenti fanno nel capire quando è arrivato il momento di allontanarsi per un po’. Restare incollati a un gioco anche quando non ha più molto da offrire finisce per trasformare il divertimento in qualcosa di molto diverso.

Come Embark Studios gestisce i contenuti di Arc Raiders

Per venire incontro a queste dinamiche, Embark Studios ha ripensato il proprio calendario di pubblicazione. L’idea è distribuire blocchi di novità più corposi, pensati per tenere impegnati a lungo i fan della prima ora e allo stesso tempo stuzzicare la curiosità di chi si affaccia al gioco per la prima volta. Frozen Trail rientra proprio in questa strategia.

Grøndal ha ribadito che la priorità dello studio rimane la creazione di sistemi di gioco stimolanti e sempre freschi. Senza però farsi illusioni, perché le scorte di contenuti prima o poi si esauriscono e nessuna software house può davvero evitarlo. Meglio allora puntare sulla qualità e sulla capacità di far tornare le persone, piuttosto che inseguire una presenza costante a tutti i costi.

Perché staccare da un gioco fa bene a tutta l’industria

Il discorso di Grøndal si inserisce in una linea di pensiero già sposata da altri team, come quelli dietro Final Fantasy XIV e Diablo IV. Il produttore esecutivo ha infatti invitato a un approccio più flessibile e sostenibile verso i cosiddetti videogiochi evergreen, definendo del tutto normale che chi gioca si prenda una pausa e si dedichi ad altri titoli.

Il ragionamento si allarga poi all’intero settore. Secondo Grøndal si passa talmente tanto tempo su questi giochi che molte nuove uscite non ricevono l’opportunità che meriterebbero. Staccare, provare qualcos’altro, aspettare un paio di aggiornamenti e poi rientrare su Arc Raiders per qualche tempo è, a suo dire, un comportamento estremamente positivo per il mercato nel suo complesso. Un’abitudine che il produttore incoraggia apertamente, con la speranza che lo studio riesca a sfornare contenuti abbastanza interessanti da convincere i giocatori a fare ritorno.

L’auspicio di Embark Studios è che il lavoro svolto con Frozen Trail e con le espansioni successive funzioni da richiamo naturale. In altre parole, dimostrare che si può mantenere un rapporto sano con un titolo live service senza che il passatempo diventi un impegno logorante. Nel frattempo il marchio si prepara anche a sbarcare oltre il mondo dei videogiochi, visto che Arc Raiders e The Finals diventeranno film e serie TV.

Fonte: TecnoAndroid

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