Vai al contenuto
Offerte

Yoko Taro continua a creare giochi per prevenire la demenza

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Il celebre Yoko Taro, la mente creativa dietro Nier: Automata, ha raccontato di continuare a sviluppare videogiochi per un motivo che difficilmente ci si aspetterebbe da un autore del suo calibro, cioè la prevenzione della demenza. Il game designer giapponese, riconoscibile ovunque per la maschera a forma di luna che indossa in ogni apparizione pubblica, è diventato negli anni una delle figure più prolifiche e chiacchierate del settore. Eppure, durante una recente conversazione, ha lasciato capire di aver già realizzato praticamente tutto ciò che desiderava fare in questo campo.

Del resto il suo nome è legato a doppio filo a un titolo diventato un vero fenomeno mondiale. Nier: Automata nasce come opera derivata dalla serie Drakengard, ma ha finito per conquistare un pubblico enorme ben oltre i confini del Giappone, trasformando il suo autore in uno dei creativi più apprezzati in circolazione.

Una carriera che per Yoko Taro è già arrivata al traguardo

L’occasione per parlarne è stata la cerimonia di apertura di The Tenth Mosaic, che si è svolta a fine settembre. Sul palco il papà di Nier ha dialogato con un collega, Keisuke Okabe, regista di Ender Lilies, e a un certo punto la conversazione si è spostata sui progetti a cui sta lavorando in questo periodo. La risposta è stata piuttosto spiazzante. Di cose in cantiere ce ne sono poche, e si tratta di una scelta precisa, perché al momento l’autore si dice molto soddisfatto di quanto ottenuto finora.

Secondo quanto spiegato dallo stesso sviluppatore, il primo Drakengard rappresentava già una sorta di concentrato di quasi tutto ciò che voleva esprimere attraverso il videogioco. Tutto quello che è venuto dopo, a suo dire, non sarebbe altro che un modo per spendere i propri “giorni rimanenti”. Una visione decisamente disincantata, che si accompagna a un’altra ammissione fatta senza troppi giri di parole: l’idea di rispettare tabelle di marcia rigide non gli piace affatto.

Se le cose andranno come spera, il creativo giapponese vorrebbe smettere di lavorare ai videogiochi a tempo pieno. A rendere questa prospettiva sempre più concreta c’è anche una situazione economica abbastanza solida da permettergli di fare un passo indietro. “Quindi, parlando solo dal punto di vista emotivo, è finita”, ha dichiarato. “Ho chiuso con il lavoro, non voglio più farlo.”

Il lavoro come allenamento contro la demenza

Il suo percorso, iniziato nei primi anni Duemila, conta una trilogia di Drakengard e due capitoli di Nier. Il secondo, appunto Automata, ha letteralmente infiammato l’industria e ha portato il franchise sulla scena globale, consacrando definitivamente la figura di Yoko Taro agli occhi di critica e giocatori. Proprio per questo potrebbe sembrare il momento ideale per farsi da parte mentre si è ancora in vetta.

C’è però un’altra spinta che lo convince a non mollare del tutto. L’autore ha citato infatti alcuni dati secondo cui il rischio di sviluppare la demenza aumenterebbe in chi va in pensione troppo presto. E così il lavoro, con tutte le sue seccature, diventa una specie di esercizio per tenere la mente attiva. “Anche adesso ci sono molte cose frustranti nel mio lavoro”, ha raccontato, “ma quando capitano le supero dicendomi che è un bene per prevenire la demenza.”

Nel corso dell’incontro è emerso anche un dettaglio curioso sulla nascita di Nier: Automata. Per quel progetto l’autore si è limitato a realizzare il gioco di ruolo che voleva davvero, cercando nel frattempo di restare il più possibile nascosto agli occhi di Square Enix.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
157 Condivisioni