Chi gioca a Arc Raiders se ne sarà accorto: il sistema di matchmaking è di nuovo sotto la lente, e stavolta Embark Studios ha deciso di spiegare le cose senza giri di parole. La novità riguarda il modo in cui il gioco valuta l’aggressività dei giocatori per abbinarli tra loro, e la sostanza è semplice. Solo gli scontri PvP che un giocatore sceglie di iniziare avranno un peso sulla stima del suo stile di gioco. Le azioni difensive, invece, non conteranno più nulla.
Non è una mossa arrivata dal nulla. Questi aggiustamenti seguono le migliorie introdotte il 20 maggio, quelle che avevano già ridotto l’impatto delle azioni difensive sul matchmaking. All’epoca lo studio aveva chiarito un concetto che a molti sembrava scontato ma tecnicamente non lo era: difendersi non è come iniziare uno scontro. E sempre in quell’occasione Embark aveva finalmente alzato il sipario sull’algoritmo, raccontando come Arc Raiders usa il livello di aggressività nel PvP per raggruppare giocatori simili tra loro.
Adesso il team ha deciso di spingersi oltre. “Dopo il riscontro positivo dei giocatori su quelle prime modifiche, questo verrà ora esteso in modo che solo gli scontri PvP che i giocatori scelgono di iniziare influenzino la stima dello stile di gioco, mentre le azioni difensive non avranno alcuna influenza”, ha spiegato lo studio. In pratica chi preferisce evitare i combattimenti e reagisce solo quando viene attaccato non verrà più marchiato come giocatore aggressivo.
Un periodo di prova e un occhio sui feedback dei giocatori
Il cambiamento non è definitivo, almeno per ora. Si tratta di un periodo di prova durante il quale il team di Embark continuerà a raccogliere e monitorare le impressioni della community. Nelle note della patch è stato inserito anche un sondaggio, così chi vuole dire la sua ha un canale diretto per farlo. Un approccio che si sta rivelando piuttosto costante nel modo in cui lo studio gestisce il gioco.
E il lavoro sul matchmaking non si ferma qui. Proprio la settimana scorsa era arrivata un’altra modifica sulla stessa linea, pensata per ottimizzare gli abbinamenti in base allo stile di gioco e alla dimensione del gruppo. L’obiettivo dichiarato era far incontrare più facilmente i giocatori pacifici tra loro, e ridurre le probabilità che un duo si ritrovasse a fronteggiare un trio. Piccole differenze che nella pratica cambiano parecchio l’esperienza sul campo.
Nel frattempo cresce l’attesa per una modalità PvE di Arc Raiders, che tecnicamente è già disponibile nella versione cinese del gioco. Il tema è di quelli caldi tra chi vorrebbe godersi l’esperienza senza la pressione costante di altri giocatori.
C’è poi un dettaglio che dà l’idea della mole di lavoro dietro tutto questo. Nel suo momento di massimo picco, Arc Raiders bruciava 30 terabyte di dati al giorno per tracciare ogni singolo proiettile sparato. Il motivo lo ha spiegato lo stesso Embark con una frase che riassume tutto: vogliono sapere chi ha sparato per primo.


