Il programma Apple Upgrade è finalmente realtà, e funziona più o meno come ci si aspettava. La formula rende i prodotti Apple più leggeri sul portafoglio mese dopo mese, ma nasconde un rischio non da poco. Quello di restare intrappolati in un ciclo di leasing che sembra non finire mai. La differenza rispetto al vecchio iPhone Upgrade Program, che questo schema va in parte a sostituire, sta tutta in un dettaglio non secondario, ovvero che al termine del contratto il dispositivo non diventa di proprietà.
Con i prezzi dei prodotti Apple ormai ai massimi storici, è difficile negare il fascino di una soluzione che li renda più accessibili. E su questo punto Apple Upgrade centra l’obiettivo, almeno guardando alle rate mensili. Un esempio concreto: si può prendere in leasing un MacBook Pro con 16GB di memoria e 1TB di archiviazione per appena EUR 34 al mese, che al cambio attuale corrispondono a circa 36 euro. Un approccio del genere porta più dispositivi Apple alla portata di più persone, e questo aspetto è indubbiamente positivo.
Apple Upgrade: dove si nasconde la trappola del leasing
Il pericolo, però, è sempre lo stesso e ricorda da vicino il meccanismo del leasing auto. Anche in quel caso esiste la possibilità di versare un maxi pagamento finale per riscattare la vettura, ma quasi nessuno lo fa. La stragrande maggioranza restituisce l’auto e ne prende un’altra, ricominciando il giro da capo. Con Apple Upgrade potrebbe accadere esattamente la stessa cosa. Per diventare proprietari del prodotto bisogna infatti versare una cifra pari alla differenza tra il totale delle rate già pagate e il prezzo di listino iniziale del dispositivo.
Vale la pena vedere i numeri, tornando al MacBook Pro citato prima e arrotondando i totali. Con l’opzione a 36 mesi la rata è di EUR 34, il totale versato durante il periodo arriva a EUR 1.234 e il maxi pagamento finale necessario per possedere la macchina è di EUR 515, circa 540 euro. Passando all’opzione a 24 mesi la rata sale a EUR 47, il totale pagato tocca i EUR 1.139 e la cifra da versare alla fine è di EUR 618, poco meno di 650 euro. Per chi non poteva permettersi di acquistare la macchina in un colpo solo, sono somme tutt’altro che trascurabili da trovare all’improvviso. A meno di aver messo da parte la differenza durante il contratto, il rischio concreto è quello di non riuscire a pagare e ricominciare il ciclo daccapo.
La mossa intelligente per chi se lo può permettere
Chi può sostenere una spesa mensile un po’ più alta ha però una carta da giocare, una specie di conversione fai da te che ricrea di fatto il vecchio iPhone Upgrade Program. L’idea è semplice: si paga ad Apple la rata del leasing e, allo stesso tempo, si versa ogni mese una piccola somma su un conto di risparmio, così da coprire il maxi pagamento finale.
Sempre restando sul MacBook Pro a 36 mesi, i conti tornano più o meno così. La rata del leasing è di EUR 34, a cui si aggiunge un accantonamento mensile di EUR 14, per un costo complessivo di EUR 49 al mese. Alla fine del periodo si saranno versati EUR 1.234 ad Apple e messi da parte EUR 515, senza contare gli eventuali interessi maturati. A quel punto basta usare i risparmi per saldare i EUR 515 dovuti e la macchina diventa di proprietà, libera da vincoli.
E se poi venisse voglia di passare a un modello nuovo? Nulla lo vieta. Una volta diventati proprietari, si può rivendere il MacBook Pro e sottoscrivere un nuovo leasing. Il ricavato di una vendita tra privati con ogni probabilità coprirà abbondantemente il nuovo maxi pagamento, così da poterlo mettere subito da parte e ritrovarsi con la sola rata come unica uscita mensile.


