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Apple Intelligence, le novità su iPhone e Apple Watch Series 12

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Apple Intelligence si è preso una fetta di scena più ampia del previsto durante l’evento Surprise and Shine, quello che tutti aspettavano per il nuovo iPhone Duo e che invece ha finito per raccontare soprattutto software. Cupertino ha messo sul tavolo una serie di funzioni che toccano Safari, le Scorciatoie, il telefono, la fotocamera e persino i nuovi orologi, con l’obiettivo neanche troppo nascosto di ridurre la distanza dagli assistenti concorrenti. E la domanda che gira da mesi, cioè se ormai il sistema di Apple abbia raggiunto Gemini, adesso ha qualche elemento in più per trovare una risposta.

Partendo da Safari, la novità che salta all’occhio è Notify Me, una funzione pensata per tenere sotto controllo le pagine web che contano davvero. Il browser avvisa quando qualcosa cambia, senza costringere a ricaricare la stessa scheda venti volte al giorno. Nelle Scorciatoie, invece, arrivano automazioni personalizzate create semplicemente descrivendole a parole, in linguaggio naturale: un esempio concreto è ricevere un aggiornamento rapido del calendario subito dopo l’arrivo di una mail di lavoro importante.

Dalle chiamate alla fotocamera, dove Apple Intelligence lavora dietro le quinte

Nell’app Telefono la logica è simile. Quando si contatta un’azienda, Apple Intelligence tira fuori le informazioni utili al momento giusto. Detta così può sembrare un dettaglio marginale, ma chi ha provato a cercare il numero di un volo mentre era in linea con la compagnia aerea sa perfettamente quanto tempo si perde in quei passaggi.

Sul fronte fotografico il discorso si allarga. Accanto alla funzione Extend, annunciata durante la WWDC 2026, arriva una versione aggiornata di Clean Up, lo strumento che cancella oggetti indesiderati dagli scatti. La differenza rispetto al passato sta nella qualità dell’immagine, che secondo Apple resta intatta anche dopo la rimozione, senza quelle macchie sfocate che tradivano subito il ritocco.

Apple Watch Series 12 e Ultra 4, l’intelligenza al polso

Il capitolo più corposo riguarda però i nuovi indossabili. Apple Watch Series 12 e Apple Watch Ultra 4 ricevono una dose sostanziosa di funzioni intelligenti, a cominciare dalla scheda Insights, che genera un riassunto dei parametri vitali, dai dati del sonno in poi. C’è poi la cosiddetta intelligenza personalizzata, che durante l’allenamento fornisce suggerimenti al momento opportuno invece di limitarsi a snocciolare numeri a fine sessione.

Merita attenzione Audio Intelligence, pensata soprattutto per chi ha difficoltà uditive: l’orologio segnala la presenza di suoni forti come le sirene, trasformando un avviso acustico in una notifica visiva. Dalla stessa funzione nasce Live Rewind, che permette di recuperare la trascrizione di quanto è stato detto nei 15 secondi precedenti con una doppia pressione sulla corona digitale. Anche la scheda Longevity sfrutta il sistema per offrire analisi più approfondite.

Sulla disponibilità Apple è stata piuttosto chiara. Le funzioni destinate ai nuovi iPhone arriveranno in 16 lingue supportate con il prossimo aggiornamento del sistema operativo, con l’avvertenza che alcune non saranno subito accessibili nell’Unione Europea. Le novità degli orologi restano esclusive di Series 12 e Ultra 4, richiedono un iPhone 16 o successivo compatibile con Apple Intelligence, e anche in questo caso il debutto europeo non è immediato. Live Rewind, all’inizio, parlerà solo inglese.

Il confronto con Gemini si gioca sui dettagli

Mettere a confronto due filosofie diverse di intelligenza artificiale è sempre un esercizio scivoloso, però il quadro è cambiato. Con questo pacchetto di aggiornamenti la distanza tra Apple Intelligence e Gemini si è assottigliata parecchio, al punto che parlare di sostanziale parità non sembra più azzardato. L’assistente di Google conserva un vantaggio, ma è un vantaggio di anzianità più che di sostanza: essendo arrivato prima, ha avuto più tempo per maturare e per diventare uno strumento realmente utile nella routine quotidiana. Apple, dal canto suo, ha scelto la strada delle funzioni piccole e mirate, quelle che si notano solo quando servono davvero, come la trascrizione recuperata al volo dal polso o l’avviso che compare mentre si è al telefono con un call center.

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