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Apple Glasses, occhiali AI con Siri e fotocamere in arrivo nel 2026

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Gli occhiali smart Apple arriveranno il prossimo anno e saranno il primo tentativo dell’azienda di portare l’intelligenza artificiale direttamente sul viso degli utenti, senza schermi e senza realtà aumentata. Il progetto, di cui si parla ormai da mesi, punta tutto su Visual Intelligence e su una versione di Siri capace di guardare il mondo reale e commentarlo. Niente proiezioni luminose davanti agli occhi, quindi, ma microfoni, fotocamere e altoparlanti.

La distinzione è importante e vale la pena ribadirla subito. Non si tratta di occhiali AR, bensì di occhiali AI. Tutto ruota attorno alla voce e alla fotocamera, che permetterà all’assistente di analizzare l’ambiente circostante, rispondere a domande, fornire contesto su ciò che si sta guardando e tradurre cartelli o insegne in tempo reale. Una funzione già intravista in un leak di macOS 26.7 dovrebbe fare parte del pacchetto, quella che consente di chiedere a Siri di salvare l’immagine di qualcosa per poi ricevere un promemoria in un secondo momento.

Come funzioneranno gli Apple Glasses

Gli altoparlanti integrati serviranno per musica e contenuti audio, il che rende questi Apple Glasses paragonabili a delle cuffie open ear con qualche superpotere in più. Un dettaglio curioso riguarda però le fotocamere, perché secondo Mark Gurman di Bloomberg potrebbero non permettere di scattare foto e registrare video nel modo tradizionale. La ragione sembra piuttosto chiara, visto che gli occhiali Ray-Ban di Meta sono finiti al centro di parecchie polemiche sulla privacy e Apple preferirebbe non ritrovarsi nella stessa posizione.

Sul fronte del design, la strategia si allontana da quella dei concorrenti. Meta ha scelto di appoggiarsi a un produttore di occhiali già affermato, mentre Apple sta disegnando tutto internamente. In lavorazione ci sarebbero diverse varianti di montatura, tra cui una rettangolare di grandi dimensioni che ricorda le Wayfarer, una rettangolare più sottile simile a quella indossata da Tim Cook, poi montature ovali o circolari più generose e infine una versione ovale o tonda più piccola e ricercata. Il materiale scelto sarebbe l’acetato, alternativa più resistente e di fascia alta rispetto alla plastica comune. Le finiture previste al lancio includono nero, blu oceano e marrone chiaro, una gamma che suggerisce un prodotto pensato più come accessorio di moda che come gadget tecnologico puro.

Salute, data di uscita e cosa aspettarsi

C’è poi il capitolo salute, che non riguarderà la prima generazione ma una versione successiva. L’idea sarebbe posizionare gli occhiali anche come dispositivo per il benessere, integrando sensori per il battito cardiaco simili a quelli visti su AirPods Pro 3 e magari funzioni software dedicate, sulla falsariga di Workout Buddy già presente su Apple Watch. Oltre a questo, non è chiaro in che modo Apple intenda rendere davvero utili gli occhiali in ambito sanitario, ma il messaggio è che non succederà subito.

Quanto ai tempi, le informazioni più recenti indicano una presentazione alla WWDC 2027, scelta che permetterebbe agli sviluppatori di prepararsi per tempo alla nuova piattaforma. La commercializzazione arriverebbe più avanti nello stesso anno, con ogni probabilità a settembre, in concomitanza con l’iPhone completamente in vetro previsto per il ventesimo anniversario.

Il quadro che emerge è quello di un prodotto volutamente contenuto nelle ambizioni tecniche, almeno all’inizio. Nessun display, nessuna sovrapposizione digitale sulla realtà, una fotocamera che potrebbe avere limiti d’uso deliberati. Apple sembra voler costruire prima le fondamenta, ovvero un assistente vocale che vede e capisce, per poi aggiungere strati di funzionalità nelle generazioni successive. Un approccio che ricalca quello già visto con Apple Watch, partito come accessorio e diventato negli anni un dispositivo sanitario a tutti gli effetti. Le varianti di montatura e le tre finiture iniziali resteranno probabilmente il primo elemento di differenziazione commerciale, insieme al lavoro fatto sull’acetato e sulla leggerezza complessiva.

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