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Nel dettaglio, le contestazioni mosse alle due aziende si riferiscono a pratiche che l’Europa ritiene contrarie ai principi del DMA. Come anticipato, le sanzioni coinvolgono sia Apple che Meta e riguardano specifici comportamenti. Apple è stata accusata di ostacolare la concorrenza all’interno del suo ecosistema mobile. Ciò limitando l’installazione di applicazioni da fonti alternative all’App Store. Meta, invece, è finita sotto osservazione per l’introduzione di un sistema di abbonamento che prevede l’eliminazione della pubblicità su Facebook e Instagram. Chi non ha intenzione di pagare, deve fornire, in alternativa, il consenso obbligatorio al trattamento dei dati. Secondo la Commissione, l’offerta non contempla un’opzione realmente libera per gli utenti che non desiderano condividere i propri dati, ma vogliono continuare a utilizzare i servizi senza abbonamento.
Considerando la recente apertura è evidente che l’atteggiamento dell’Europa suggerisce che una soluzione negoziata potrebbe essere ancora possibile. Le multe restano valide e dovranno essere saldate. L’approccio adottato sembra però volto a scongiurare uno scontro diretto. Puntando su una gestione più distensiva delle controversie. Apple e Meta non possono considerarsi esenti da responsabilità, ma potrebbero beneficiare di un margine di manovra più ampio nel definire tempi e modalità di pagamento.






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