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Apple: nuovi risvolti sulle commissioni
Tale controversia ha avuto origine nel 2020, quando Epic Games ha deciso di fare causa a Cupertino. L’accusa faceva riferimento alla creazione di un monopolio illecito con l’App Store. Secondo Epic, Apple aveva abusato della sua posizione dominante nel mercato delle app mobili. Ciò imponendo commissioni troppo alte. Si aggirano tra il 15% e il 30% e vengono applicate su ogni transazione effettuata nelle app. La giudice Gonzalez Rogers ha respinto le accuse di monopolio. Ma ha ordinato a Apple di rivedere le proprie politiche. Consentendo agli sviluppatori di includere link verso metodi di pagamento alternativi.
La sentenza ha costretto Apple a modificare la sua strategia. Ma la nuova proposta non ha risolto completamente la questione. Apple ha mantenuto una commissione che va dal 12% al 27%, generando polemiche e critiche da parte degli sviluppatori. Quest’ultimi accusano l’azienda di non aver realmente allentato la presa sul mercato. Inoltre, Apple ha introdotto ostacoli pratici che potrebbero scoraggiare gli sviluppatori dall’abbandonare il sistema tradizionale di pagamento. Rafforzando così la propria posizione dominante.
La situazione si è complicata ulteriormente per Apple. L’azienda si trova ora a dover affrontare un’altra inchiesta legale riguardo all’eventuale violazione della sentenza della giudice Rogers. La corte dovrà, infatti, stabilire se le modifiche apportate da Apple siano sufficienti. O se debbano essere introdotte ulteriori restrizioni per evitare che l’azienda continui a limitare la concorrenza nel settore. Nel frattempo, Schiller e gli altri dirigenti di Apple sono stati chiamati a testimoniare. Ciò con l’intento di chiarire il processo decisionale. La sentenza finale potrebbe avere un impatto importante non solo sul futuro di Apple. Ma anche sull’intero ecosistema delle app mobili.










