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Anthropic accusa Alibaba e DeepSeek: distillazione di Claude

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Anthropic ha pubblicato un nuovo rapporto che accusa apertamente alcune aziende cinesi di intelligenza artificiale di aver messo in piedi campagne di distillazione su vasta scala ai danni dei modelli Claude, con un totale di quasi 200 milioni di scambi osservati e riconducibili a cinque operazioni distinte. Nel documento vengono fatti nomi pesanti, ovvero Alibaba, MoonShot AI e DeepSeek, e viene descritta una progressione tecnica evidente: i metodi usati per estrarre il ragionamento interno dei modelli sarebbero diventati col tempo sempre più raffinati. Il concetto alla base è più semplice di quanto sembri. La distillazione, in questo contesto, significa interrogare ripetutamente un modello avanzato per capire non solo cosa risponde, ma come ci arriva. Il bersaglio è il cosiddetto flusso di pensiero, quella catena di passaggi logici che porta alla soluzione, materiale prezioso perché può essere riutilizzato per addestrare un modello più piccolo tramite una messa a punto supervisionata.

Come sarebbero riusciti ad aggirare le protezioni di Claude

Normalmente Anthropic non mostra agli utenti il ragionamento interno completo dei propri sistemi, ma soltanto blocchi riassuntivi. Gli attaccanti, però, avrebbero trovato il modo di aggirare questa barriera e convincere Claude a sputare fuori le tracce grezze del proprio ragionamento. Un esempio citato nel rapporto è quasi ingegnoso nella sua semplicità: la richiesta veniva camuffata da lavoro di traduzione, con l’utente che chiedeva al modello di comportarsi come un traduttore e di convertire la memoria di lavoro precedente in giapponese usando soltanto caratteri katakana.

Le capacità prese di mira non erano casuali. Secondo l’azienda, gli sforzi si sono concentrati sulle aree considerate più preziose, ovvero l’uso di agenti e strumenti, la programmazione, l’analisi dei dati e il ragionamento logico. La fetta più grossa dell’attività viene attribuita ad Alibaba. Tra maggio e luglio 2026 sarebbe andato in scena il più vasto sforzo di distillazione mai rilevato, con 151 milioni di scambi complessivi e un picco che ha sfiorato i 3 milioni in una singola giornata. Le richieste passavano attraverso circa 3.500 account diversi, eppure Anthropic sostiene di aver ricondotto tutto a un’unica regia grazie all’uso dello stesso prompt fisso per l’estrazione del flusso di pensiero. L’obiettivo indicato è l’addestramento della famiglia di modelli Qwen.

Filmati di sorveglianza e richieste militari nel caso MoonShot AI

Una seconda campagna viene attribuita a MoonShot AI, l’azienda dietro i modelli Kimi, e qui il quadro si fa più inquietante. Alcune richieste, si legge nel rapporto, sembravano arrivare direttamente dall’esercito cinese. In un caso Claude veniva impiegato per analizzare filmati provenienti da telecamere a circuito chiuso e stabilire se il soggetto ripreso si stesse comportando in modo anomalo. Anche qui i numeri raccontano un’operazione industriale: quasi 300.000 richieste in 10 giorni, inviate tramite una rete di circa 5.000 account. La maggior parte puntava su Claude Opus, segno che l’interesse era rivolto alle capacità di fascia alta e non a un uso occasionale del servizio.

DeepSeek e i dati degli utenti finiti altrove

Il capitolo dedicato a DeepSeek descrive tattiche simili a quelle di MoonShot AI, con una vera pipeline di estrazione costruita sullo stesso attacco di replay tra sessioni, sfruttando la firma di ragionamento di Claude Opus per scavalcare i controlli tecnici. In appena 14 giorni, nel luglio 2026, sarebbero stati osservati oltre 12,1 milioni di scambi.

La parte più delicata riguarda però gli utenti ignari. DeepSeek avrebbe reindirizzato verso Claude anche le richieste di chi utilizzava framework di terze parti, individuandole tramite il controllo di alcune stringhe nelle chiamate in entrata. Quelle richieste finivano su Claude Opus quasi certamente all’insaputa dei clienti, che non potevano immaginare di spedire i propri dati sui server di un’altra società.

Tra gli episodi raccolti c’è quello di un dipendente di un’azienda tecnologica cinese che, convinto di lavorare su DeepSeek per analizzare documentazione interna, avrebbe trasmesso a Claude specifiche complete e obiettivi strategici di un programma di intelligenza artificiale. Un altro caso riguarda richieste partite da un’agenzia governativa russa legata al Ministero della Difesa, con credenziali reali di accesso a un database esposte nel testo. E poi la sorveglianza interna, con ingegneri al lavoro su un sistema per un ufficio di pubblica sicurezza che avrebbero usato DeepSeek per costruire uno strumento capace di incrociare gli spostamenti di una persona con i registri di polizia, partendo dal numero di identificazione nazionale.

Anthropic aveva già segnalato episodi analoghi a febbraio, citando laboratori cinesi specifici, mentre OpenAI aveva puntato il dito soprattutto verso DeepSeek. Le campagne più recenti, sostiene l’azienda, risultano però più ampie e aggressive.

Fonte: TecnoAndroid

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