Android Auto sbarca sulle imbarcazioni, e non è un modo di dire. Fino a oggi questa piattaforma, insieme a CarPlay, era roba da automobili e basta. Il nome stesso lo diceva chiaro e tondo. Ora però quella barriera sta per crollare, perché MasterCraft Boat Holdings ha fatto sapere che le sue prossime barche a pontone con i marchi Crest e Balise avranno Android Auto e CarPlay montati direttamente in fabbrica. Prima volta assoluta su un’imbarcazione.
Cosa cambia sulle barche del 2027
La novità riguarda i modelli del 2027 delle linee Conquest e Caribbean, che avranno i display compatibili già integrati fin dall’inizio. MasterCraft si prende il merito di essere il primo produttore a offrire CarPlay e Android Auto con navigazione sull’acqua installati di serie, e per una volta la cosa sembra reggere alla prova dei fatti. Non è una di quelle rivendicazioni gonfiate che poi si sgonfiano al primo controllo.
Il cuore del sistema di navigazione a bordo nasce da una collaborazione con Savvy Navvy, un’app pensata proprio per chi va per mare. Offre carte nautiche, routing intelligente, traffico marittimo in tempo reale e tutte quelle informazioni che uno si aspetta quando naviga, tipo ETA, velocità e distanza che manca. In pratica fa quello che Google Maps fa in auto, solo che qui parliamo di acqua invece che di asfalto. Chi compra un Crest o Balise del 2027 riceverà anche l’accesso gratuito a Savvy Navvy Premium, che non è poco.
La pianificazione parte da casa
C’è una funzione che merita attenzione, ed è quella della pianificazione a distanza. Il percorso preparato comodamente sul telefono sarà già bello pronto sul display dell’imbarcazione nel momento in cui si sale a bordo. Niente perdite di tempo, si parte e via. A bordo, poi, si può passare tra vista diurna, notturna e satellitare a seconda di quello che serve in quel momento.
E chi una barca ce l’ha già non deve per forza cambiarla. Savvy Navvy è disponibile su Android Auto e CarPlay in tutto il mondo e gira con qualsiasi display compatibile, compresi quelli aftermarket montati su barche più vecchie. Insomma, non serve essere per forza clienti nuovi di zecca per approfittarne.
L’idea di fondo, a pensarci bene, ha un suo senso preciso. Portare un’interfaccia familiare come Android Auto in un contesto diverso da quello dell’automobile abbassa parecchio la curva di apprendimento e rende la navigazione più semplice anche per chi non è certo un lupo di mare. Chiunque abbia usato lo smartphone in macchina si troverà subito a casa, senza dover imparare da zero comandi e menu strani. Vedremo se altri costruttori decideranno di imboccare la stessa strada, ora che il primo passo è stato fatto.










