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Amazon Leo porta internet satellitare in Uzbekistan con Uztelecom

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Con l’accordo firmato in Uzbekistan, Amazon Leo compie un altro passo nel suo percorso di espansione, portando la connettività satellitare in aree dove stendere cavi e costruire infrastrutture tradizionali resta un’impresa poco realistica. La società di Jeff Bezos sta lavorando su due fronti paralleli, da un lato il rafforzamento della flotta di unità satellitari, dall’altro la costruzione di una rete di accordi commerciali e partnership locali, perché senza operatori sul territorio il servizio rischia di rimanere sulla carta.

Il ragionamento di fondo è abbastanza intuitivo. Garantire internet satellitare in una città non rappresenta una sfida particolare, le reti esistono già e la concorrenza tra operatori fa il resto. Il discorso cambia radicalmente quando si parla di zone semi desertiche, villaggi isolati, aree dove la densità abitativa è talmente bassa che ogni chilometro di fibra diventa un investimento difficile da giustificare. In molti casi non è nemmeno una questione di costi, semplicemente non si può fare.

Il caso dell’Uzbekistan e l’accordo con Uztelecom

Il paese centroasiatico offre un esempio piuttosto chiaro di come funzionano queste dinamiche. Uztelecom, la compagnia nazionale, raggiunge già il 96% delle comunità sul territorio, un risultato tutt’altro che scontato considerando la geografia locale. Il problema è quel 4% rimanente, una fetta di popolazione che con i metodi classici difficilmente potrà essere raggiunta. Sono numeri che sulla carta sembrano piccoli, ma dietro ci sono persone, scuole, presidi sanitari e attività economiche tagliate fuori dalla rete.

Per colmare quel divario l’operatore ha scelto la strada satellitare, siglando un accordo con Amazon Leo. La distribuzione delle soluzioni di connettività sarà affidata a UZ-SAT, controllata di Uztelecom, che si occuperà di portare sul mercato locale i servizi basati sulla rete satellitare di Amazon. Un modello di collaborazione che Amazon sta replicando in diversi mercati, lasciando agli operatori nazionali il ruolo di interfaccia con il cliente finale.

Come funziona la connessione dallo spazio

Per chi non ha mai avuto a che fare con questo tipo di tecnologia, il meccanismo è meno esotico di quanto si possa immaginare. Tutto ruota attorno a un’antenna a terra, installata nel luogo da collegare, che dialoga con i satelliti che transitano sopra quell’area. L’antenna riceve e trasmette il segnale, i satelliti fanno da ponte verso la rete, e l’utente si ritrova con una connessione funzionante anche dove non arriva nessun cavo.

La logica non è quella di sostituire le infrastrutture esistenti, ma di affiancarle. Dove la fibra ottica arriva e conviene, la fibra resta la scelta migliore. Il satellite entra in gioco nell’ultimo tratto, quello più scomodo, quello che gli operatori tradizionalmente rimandano di anno in anno perché i conti non tornano mai. In questo senso la tecnologia satellitare non è un’alternativa in competizione, è un tassello complementare.

Gli utilizzi previsti in Uzbekistan seguono priorità concrete. Le scuole, prima di tutto, perché un istituto scolastico senza connessione oggi taglia fuori gli studenti da una quantità enorme di strumenti didattici. Poi i servizi sanitari a distanza, la telemedicina che permette a un medico in una zona remota di consultare uno specialista senza che il paziente debba percorrere centinaia di chilometri. E infine le attività produttive nelle aree isolate, dalle piccole imprese agricole alle realtà logistiche che operano lontano dai centri urbani.

Fonte: TecnoAndroid

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