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Alibaba Qwen3.8-Max sfida OpenAI e Anthropic con 2.400 miliardi

Alibaba ha appena tirato fuori dal cappello un nuovo modello di intelligenza artificiale che promette di dare filo da torcere ai colossi americani. Si chiama Qwen3.8-Max ed è arrivato nelle scorse ore con numeri che, almeno sulla carta, fanno alzare più di un sopracciglio. Il colosso cinese punta dritto a sfidare le soluzioni più avanzate di Anthropic e OpenAI, quelle dietro Claude e GPT per intenderci, con risultati nei benchmark che in certi casi sarebbero addirittura superiori.

Cosa sa fare Qwen3.8-Max

I punti forti dichiarati riguardano tre ambiti in particolare: la comprensione del linguaggio, la programmazione e l’analisi visiva. In queste aree Qwen3.8-Max si piazzerebbe alla pari o meglio rispetto ai rivali statunitensi. Ovvio, c’è un però che vale la pena tenere a mente. Si tratta di test svolti internamente dall’azienda, quindi di parte per definizione. Difficile che siano stati manipolati, ma non è detto che raccontino proprio tutta la storia. Detto questo, anche i primi feedback arrivati dalla community sembrano piuttosto convinti, e questo qualcosa vuol dire.

Il modello è una macchina imponente. Parliamo di ben 2.400 miliardi di parametri, cioè quel valore numerico che indica quante informazioni e relazioni il sistema ha imparato durante l’addestramento. Attenzione però, perché il numero di parametri da solo non basta a stabilire quanto sia bravo un modello. Serve piuttosto a capire quanto grandi siano le ambizioni di chi lo ha costruito. E qui le ambizioni si vedono eccome. Curioso poi che le due leader americane, cioè proprio OpenAI e Anthropic, non abbiano mai voluto rendere pubblico il numero di parametri dei loro modelli di punta. Alibaba invece mette le carte sul tavolo.

Il ritorno alla strategia open-weight

C’è un altro dettaglio che merita attenzione. Alibaba ha fatto sapere che renderà pubblici i cosiddetti weights del modello, ovvero i valori che stabiliscono quanto pesa ciascun parametro nel generare la risposta finale. Una mossa che segna un ritorno verso una filosofia open-weight, dopo un periodo in cui l’azienda cinese aveva preferito puntare su modelli più chiusi e proprietari. Per gli sviluppatori la differenza è sostanziale. Potranno mettere le mani sul sistema e personalizzarlo con una libertà che le piattaforme completamente proprietarie semplicemente non concedono.

È una scelta che si inserisce in un quadro più ampio, quello di una competizione tra Stati Uniti e Cina nel campo dell’intelligenza artificiale che si fa sempre più serrata. Da una parte i modelli americani, potenti ma blindati, dall’altra un approccio che apre le porte a chi vuole costruirci sopra. E il fatto che un modello da 2.400 miliardi di parametri diventi accessibile in questo modo non è certo un dettaglio da poco per chi lavora nel settore. Al momento le informazioni ruotano attorno a queste caratteristiche principali, con la community che ha già iniziato a testare le capacità del nuovo arrivato. La partita tra Qwen3.8-Max e i modelli di casa Anthropic e OpenAI è appena cominciata, e i prossimi mesi diranno se i numeri sbandierati da Alibaba troveranno conferma anche nell’uso reale, quello di tutti i giorni, lontano dai benchmark preparati in laboratorio.

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