La lista degli smartphone Android compatibili con AirDrop tramite Quick Share continua a crescere, anche se con una lentezza che fa un po’ storcere il naso. La funzionalità, annunciata da Google diversi mesi fa, aveva debuttato in esclusiva sui Pixel 10 per poi estendersi ai Pixel 9, e da lì ha iniziato piano piano a coinvolgere altri dispositivi dell’ecosistema Android. Com’era abbastanza prevedibile, Samsung è stata la prima alleata a salire a bordo con i suoi Galaxy S di ultima generazione, anche se non sono mancati alcuni problemi che pare fossero legati proprio a Samsung stessa.
Ora però la situazione si sta muovendo, seppur a piccoli passi. Mentre anche i Galaxy S meno recenti e, a quanto sembra, la serie Z cominciano a ricevere il supporto, iniziano ad affacciarsi anche altri produttori. Dagli Stati Uniti arrivano conferme su due ultra flagship freschissimi: Oppo Find X9 Ultra e Vivo X300 Ultra. Non ci sono annunci ufficiali al momento, ma diverse testate generalmente considerate molto affidabili hanno confermato che la condivisione con iPhone ha semplicemente iniziato a funzionare su entrambi i dispositivi.
Come funziona e quali sono i limiti di AirDrop su Android
Vale la pena chiarire un aspetto fondamentale: Quick Share riesce a individuare i dispositivi Apple nelle vicinanze solo quando questi hanno AirDrop impostato sulla modalità “Everyone”. In quelle condizioni il trasferimento di file tra Android e iPhone avviene in modo diretto, senza passaggi intermedi. Bisogna anche tenere presente che Apple non ha mai supportato ufficialmente questa funzionalità e, finora, è rimasta piuttosto silenziosa sulla questione. In situazioni un po’ ambigue come questa, soprattutto quando di mezzo c’è Apple, è normale nutrire qualche sospetto e temere che tutto possa essere bloccato dall’oggi al domani. Detto questo, Google quando ha annunciato di essere riuscita a “bucare” (per modo di dire, ovviamente) il protocollo, ha mostrato una sicurezza piuttosto elevata.
La compatibilità cresce, ma il ritmo resta lento
Se da un lato è positivo che altri due smartphone si aggiungano al gruppo dei dispositivi compatibili con AirDrop su Android, dall’altro è impossibile non notare che restano una goccia nell’oceano rispetto alla quantità enorme di dispositivi Android presenti sul mercato. Google aveva promesso fin dall’inizio che la compatibilità non sarebbe rimasta un’esclusiva dei suoi Pixel, ma i confini esatti di questa promessa non sono ancora del tutto chiari. Quello che si può dire con certezza è che l’espansione si sta muovendo molto più lentamente di quanto ci si sarebbe potuti aspettare. L’arrivo di Oppo Find X9 Ultra e Vivo X300 Ultra nella lista è comunque un segnale concreto che l’apertura verso altri brand sta effettivamente avvenendo, anche se i tempi non sono esattamente quelli che molti speravano.