Molti danno per scontato che passare da Gmail a Google Maps, da YouTube a Calendar, sia tutta questione di aprire un’app e usarla. Eppure dietro c’è un motore silenzioso, l’account Google, con una montagna di impostazioni nascoste che pochi si prendono la briga di aprire. Sono quelle che modellano l’esperienza in ogni singola applicazione, e vale davvero la pena dedicarci qualche minuto.
Il punto di partenza è sempre lo stesso, la pagina del proprio account Google sul web. Chi non l’ha mai visitata troverà un ventaglio enorme di scelte, dalla sicurezza dei dati alla cronologia di navigazione, fino all’indirizzo email di riserva che serve nel caso si perda l’accesso. Qui l’attenzione va su sette voci meno conosciute, quelle che di solito non saltano all’occhio ma che contano parecchio. Prima di toccarle, però, conviene fermarsi un attimo e pensare a quante informazioni personali si vuole davvero condividere con Google, o rendere pubbliche in rete. È il proprio livello di comodità a dover guidare ogni decisione.
Indirizzi, profilo e contatti di recupero
La prima mossa utile riguarda gli indirizzi di casa e lavoro. Google li usa per personalizzare l’esperienza, e in Google Maps la differenza si sente, indicazioni verso casa o ufficio con un solo tocco invece di digitare tutto ogni volta. Ci sono vantaggi anche sulle previsioni meteo, più precise, e sui risultati di ricerca. Nessuno vedrà quell’indirizzo salvato, ma potrebbero comparire più annunci di negozi della zona. Per impostarli basta andare su Informazioni personali e poi su Indirizzo di casa o Indirizzo di lavoro.
C’è poi il profilo Google, che molti non considerano alla stregua di un profilo Facebook o Instagram. Errore. Se si invia una mail da Gmail, il destinatario può cliccare sulla foto e vedere tutte le informazioni pubbliche. Stessa cosa con una recensione lasciata su Google Maps. Per decidere cosa mostrare si va su Dati e privacy, poi Profilo. Accanto a ogni voce compare un simbolo, due persone se è pubblica, un lucchetto se è privata.
Meritano attenzione anche i contatti di recupero, cioè le persone a cui rivolgersi se un giorno si perde l’accesso all’account. Come misura di sicurezza funziona bene, perché una persona reale è più difficile da imitare di una password. Si trovano in Sicurezza e accesso, sezione Contatti di recupero. Le persone scelte riceveranno una notifica e dovranno accettare, meglio avvisarle prima.
Annunci, dispositivi e cancellazione automatica
La pubblicità mirata è il prezzo dei servizi gratuiti, ma si può controllare più di quanto si creda. In Dati e privacy c’è Il mio centro annunci, dove attivare o disattivare intere categorie, dal settore professionale alle relazioni personali. Cliccando su Personalizza annunci si aprono tre schede, Argomenti, Brand e Temi delicati come alcol o gioco d’azzardo. Se un marchio come Samsung compare troppo spesso, basta il pulsante meno per ridurne la presenza. Non cala il numero totale di annunci, ma cambiano i temi.
Poi c’è la questione dei contatti salvati automaticamente. Google può aggiungere alla rubrica chiunque si incontri tramite le sue app. Comodo a volte, ingombrante altre. L’interruttore sta in Persone e condivisione, alla voce Informazioni di contatto salvate dalle interazioni.
Chi ha cambiato tanti telefoni e computer negli anni farebbe bene a controllare i dispositivi collegati. In Sicurezza e accesso, scorrendo in basso, appare l’elenco completo con Gestisci tutti i dispositivi. Se ne spunta uno che non si usa più, si clicca e si sceglie Esci. In caso di errore, basterà rifare il login.
Infine la cancellazione automatica dell’attività. In Dati e privacy, sotto Attività web e app, c’è l’opzione per eliminare i dati dopo tre, 18 o 36 mesi. Riguarda ricerche, app installate, luoghi visitati su Maps, letture su Google News. Meno dati significano un’esperienza meno personalizzata, ma anche una traccia digitale ridotta al minimo.


