Lo sconto sulle accise potrebbe tornare a breve, e non è una notizia da poco per chi in queste settimane ha visto il conto del pieno salire senza troppe spiegazioni. Nelle ultime settimane i prezzi dei carburanti sono infatti tornati a correre, spinti dal riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente e dalla chiusura dello stretto di Hormuz. Fattori che hanno portato la quotazione del petrolio Brent oltre i EUR 88 al barile. Peccato che, a sentire le associazioni dei benzinai, rincari così rapidi non abbiano molto senso. Le compagnie petrolifere devono tenere scorte per almeno 30 giorni, proprio per evitare che il prezzo balli così tanto da un giorno all’altro. E invece eccoci qui, con l’esodo estivo alle porte e i numeri alla pompa che schizzano verso l’alto.
Un provvedimento atteso entro agosto
A sole tre settimane dalla fine del precedente sconto, chiuso lo scorso 3 luglio, il prezzo medio del gasolio ha toccato i 2,18 euro al litro. La benzina si aggira intorno a 1,98 euro, valori molto vicini ai massimi della scorsa primavera. Ecco perché il Governo italiano sta ragionando su un intervento urgente per calmierare i rincari. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni spinge per far passare un provvedimento prima di agosto, quindi prima che gli italiani si mettano in strada per le ferie. L’obiettivo dichiarato è chiaro, tenere i prezzi sotto la soglia dei 2 euro al litro. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ricevuto l’incarico di trovare le coperture finanziarie necessarie, con l’idea di portare un decreto al Consiglio dei ministri del 4 agosto.
Il ritorno delle accise mobili
La strategia ruota di nuovo attorno alle accise mobili. Un meccanismo che, come ha ricordato il ministro delle Imprese Adolfo Urso, sfrutta il maggior gettito IVA generato dai rincari per abbassare la componente dell’accisa sul prezzo finale. Per i conti precisi bisognerà aspettare i calcoli sull’extragettito di luglio, ma intanto si parla di un cosiddetto decreto ponte. Una misura iniziale da circa 100 milioni di euro, coperta dall’extragettito IVA di giugno, che punterà soprattutto sul diesel. Il gasolio infatti, da inizio luglio, ha registrato aumenti più pesanti rispetto alla benzina.
Il peso di questa ennesima stangata sugli automobilisti è notevole. Il Codacons stima che le famiglie italiane spenderanno quasi 2 miliardi di euro in più per i rifornimenti estivi rispetto allo stesso periodo del 2025. Una nota più incoraggiante arriva invece dal mondo dell’autotrasporto, che ha appena revocato lo sciopero annunciato in precedenza. Le imprese potranno infatti recuperare parte dei costi extra sostenuti tra marzo e giugno grazie a un credito d’imposta, ottenibile attraverso una nuova piattaforma digitale dedicata ai mezzi Euro 5 ed Euro 6.


