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Disattivare il 2G su Android sembra una di quelle modifiche che non spostano nulla, eppure in certe condizioni può alleggerire il lavoro del modem e aiutare a contenere i consumi. Il vantaggio si nota soprattutto quando lo smartphone si muove spesso tra zone con copertura instabile. Non si tratta però di un trucco magico capace di regalare ore di autonomia a chiunque, perché molto dipende dalla rete dell’operatore, dal luogo in cui ci si trova e da come si comporta il modem. C’è poi un secondo beneficio decisamente più concreto che riguarda la sicurezza. Bloccare il 2G impedisce infatti al telefono di agganciarsi normalmente a una tecnologia cellulare vecchia e più vulnerabile. Per chi vive ogni giorno tra 4G e 5G, insomma, dare un’occhiata a questa impostazione ha senso.
Perché il 2G può pesare sulla batteria
Uno smartphone non resta semplicemente collegato alla stessa rete dalla mattina alla sera. Il modem tiene sotto controllo il segnale di continuo, cambia cella quando ci si sposta e va a caccia di alternative appena la copertura peggiora. Ed è proprio con un segnale debole o intermittente che i consumi della batteria salgono. Con il 2G abilitato il telefono tiene anche questa tecnologia nell’elenco delle reti possibili. Spegnendola Android evita che il dispositivo cerchi e utilizzi normalmente le reti 2G e così il modem ha meno opzioni da valutare. Ecco perché in alcuni casi il consumo può calare. Il guadagno diventa più visibile per chi attraversa spesso aree in cui il segnale salta di continuo da 5G a 4G o sparisce per qualche istante. Chi invece passa quasi tutta la giornata sotto una copertura LTE o 5G forte e stabile potrebbe non accorgersi di alcuna differenza. Dire che il 2G consumi tanto di per sé sarebbe quindi sbagliato. La questione è piuttosto quanta fatica debba fare il modem per trovare e tenere in piedi una rete utilizzabile.
Dove si trova l’opzione e come fare la prova
Un percorso valido per tutti non esiste. Sui telefoni compatibili la voce compare di solito nelle impostazioni della SIM o della rete mobile, con nomi come Consenti 2G, Usa 2G, Servizio 2G oppure Protezione rete 2G. Proprio l’ultima merita attenzione perché nelle versioni più recenti di Android l’interfaccia presenta la funzione come una protezione e in quel caso va attivata, non spenta. Su altri modelli c’è invece il classico Consenti 2G da disattivare. Il percorso cambia tra Samsung, Pixel, Motorola, Xiaomi, OPPO e gli altri produttori e alcuni operatori arrivano perfino a nascondere del tutto il comando.
In rete circolano codici e menu diagnostici che permettono di modificare a mano le tecnologie usate dal modem, ma per un utente comune è meglio lasciarli perdere. Scegliere la modalità radio sbagliata può mandare in tilt chiamate, SMS o dati mobili, specie sulle reti che adottano configurazioni particolari per la voce. Se Android non mostra un controllo ufficiale la mossa più prudente è lasciare tutto com’è.
Una volta spento il 2G basta qualche minuto di verifica. Conviene disattivare il WiFi e controllare che chiamate, SMS e connessione dati funzionino come sempre. Se non emergono problemi nei posti frequentati ogni giorno, con buona probabilità il telefono non ha bisogno del 2G nell’uso normale. A quel punto si può mantenere la modifica per qualche giorno e osservare l’autonomia, confrontando giornate simili invece di fidarsi di un solo test. Temperatura, segnale, tempo con lo schermo acceso e app utilizzate possono infatti cambiare parecchio i consumi.
Sicurezza, emergenze e viaggi all’estero
Se il risparmio energetico dipende molto dal contesto, il beneficio sul fronte della sicurezza è decisamente più netto. Il 2G nasce in un’epoca in cui le reti mobili offrivano protezioni molto inferiori a quelle attuali. Tra i punti deboli più seri c’è la possibilità di usare false stazioni base per convincere uno smartphone a collegarsi a una rete controllata da un malintenzionato. È il meccanismo dei cosiddetti attacchi di downgrade, in cui il telefono viene spinto ad abbandonare una rete moderna per ripiegare su una tecnologia più vecchia e meno protetta. Bloccando le normali connessioni 2G questa strada diventa molto più complicata da percorrere.
Spegnere il 2G dalle impostazioni non impedisce comunque di fare una chiamata di emergenza. Android gestisce questo scenario a parte e può appoggiarsi anche a una rete 2G disponibile quando serve per raggiungere i soccorsi. Il limite riguarda quindi l’uso quotidiano della rete e non la ricerca di un segnale in caso di necessità.
Va detto che il 2G non è ancora sparito. Alcune reti lo usano tuttora e in certe zone può essere l’unica copertura disponibile. Il tema si fa delicato soprattutto nei viaggi all’estero, dato che alcuni accordi di roaming prevedono ancora il ripiego sulle reti 2G. Se dopo la modifica compaiono problemi di copertura, chiamate o roaming la soluzione più rapida è riattivare l’opzione, ed è utile ricordare dove si trova il comando prima di partire.
Fonte: TecnoAndroid








