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Dolphin Discovery, nasce Gary: il delfino che la legge vietava

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I delfini in Messico continuano a vivere dentro un modello di intrattenimento che una legge avrebbe dovuto smantellare, e la storia di Gary, un cucciolo nato in cattività dopo l’approvazione della riforma, lo dimostra meglio di qualsiasi dichiarazione ufficiale. Il piccolo ha già iniziato un programma di addestramento per interagire con i turisti al Dolphin Discovery di Puerto Aventuras, vicino a Playa del Carmen, nello stato di Quintana Roo. Esattamente ciò che la norma avrebbe dovuto rendere impossibile.

La riforma alla Legge Generale sulla Fauna Selvatica, approvata a giugno 2025, vieta l’uso di mammiferi marini come delfini, leoni marini e orche negli spettacoli fissi o itineranti. Proibisce anche la cattura e la riproduzione di queste specie sotto gestione intensiva, salvo quando si tratti di reintroduzione, ripopolamento o traslocazione. Per i cetacei è previsto l’obbligo di recinti marini al posto delle strutture in cemento, oppure di installazioni aperte con ricambio d’acqua garantito dalle maree o da un sistema di pompaggio. I legislatori l’avevano battezzata Ley Mincho e avevano promesso che gli animali allora impiegati negli spettacoli sarebbero stati l’ultima generazione esposta a quel tipo di sfruttamento.

Dal mare aperto alla riproduzione in vasca

L’organizzazione messicana Veeleaf, che lavora per l’abolizione dello sfruttamento animale, monitora e filma quella struttura da oltre un anno e mezzo. Negli ultimi due mesi i conteggi hanno registrato in modo costante 31 delfini, tra cui Gioconda e Gary. Il fascicolo giudiziario di The Dolphin Company segnala nello stesso impianto anche sette lamantini e due leoni marini. Si tratta di un delfinario commerciale attivo, che tiene in cattività diversi animali marini per vendere esperienze di interazione diretta con il pubblico.

Gary è stato identificato per la prima volta il 19 novembre 2025. Non esistono dati certi sulla sua data di nascita, ma gli specialisti ipotizzano che sia venuto al mondo attorno a quel periodo, forse poco prima. Un ex addestratore lo ha riconosciuto come cucciolo di Gioconda, una femmina catturata nelle acque cubane del golfo del Messico. Dopo un passaggio in un centro di custodia, probabilmente l’Acquario Nazionale di Cuba, sarebbe stata trasferita a una struttura non specificata di Dolphin Discovery il 30 novembre 2000. In cattività Gioconda ha partorito almeno quattro cuccioli maschi tra il 2004 e il 2014, chiamati Da Vinci, Atila, Carlo e Fernando.

Un documento giudiziario legato al fallimento presentato da Leisure Investments Holdings LLC, società madre del gruppo a cui appartiene Dolphin Discovery, colloca Atila a Puerto Aventuras e Carlo a Isla Mujeres. Fernando risultava a Costa Maya, impianto che però non opera più come delfinario. La posizione di Da Vinci non è confermata.

Nove mesi di addestramento documentati

Il materiale raccolto mostra che Gary e la madre restano quasi sempre insieme, ma sono entrambi esposti a meccanismi di addestramento che sostituiscono gli istinti naturali con la vicinanza agli esseri umani e con l’apprendimento di numeri in cambio di cibo. Nei primi cinque mesi Gioconda difendeva il piccolo dalle esperienze sconosciute, come l’avvicinamento delle persone o l’uso della sonda gastrica, strumento impiegato per monitorare la salute o migliorare l’idratazione degli animali in cattività.

Nei video madre e figlio nuotano in cerchio dentro vasche delimitate dal cemento. In natura quel comportamento può essere legato a una strategia di caccia, in cattività viene associato allo stress provocato dagli spazi ridotti. Al sesto mese qualcosa cambia, gli operatori aumentano l’interesse verso il cucciolo, Gioconda appare meno a disagio e Gary sembra prendere confidenza con un ambiente in cui l’accesso al cibo è condizionato. Il nono mese viene descritto come il periodo più critico, con la madre tornata alle normali attività con i turisti e il piccolo che, seguendo il suo esempio, sembra capire di dover obbedire per sopravvivere. Le ultime immagini dei due risalgono al 15 settembre scorso.

Cuccioli, ricorsi e nessun santuario

Ad aprile di quest’anno, a dieci mesi dall’approvazione della Ley Mincho, Veeleaf ha documentato due cuccioli di delfino anche a Delphinus Xel Há, altro delfinario commerciale di Quintana Roo. A fine agosto avrebbero avuto tra i quattro e i cinque mesi. Il loro destino resta incerto per le imprecisioni e i vuoti normativi che rendono difficile applicare la riforma.

L’organizzazione ha aperto una petizione che ha superato le 18.600 firme, con la richiesta di applicare davvero la legge, colmare le lacune e garantire trasparenza sullo stato di salute dei delfini sequestrati e sull’assistenza di veterinari specializzati. “Ciò che abbiamo documentato dimostra che la cattività dei delfini è un problema sistemico che riguarda centinaia di animali in Messico”, spiegano da Veeleaf, “per loro una legge che non viene applicata pienamente non cambia la realtà. Ogni giorno che passa è un giorno in più di cattività”. Dolphin Discovery non ha risposto immediatamente alla richiesta di commento.

Fonte: TecnoAndroid

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