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28 anni dopo: Il tempio delle ossa ha deluso le aspettative nel box office

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Il flop al botteghino di 28 anni dopo: Il tempio delle ossa ha riacceso una discussione vecchia quanto il cinema, ovvero il fatto che il plauso della critica non basta a riempire le sale. Negli ultimi mesi diversi titoli horror indipendenti, apprezzatissimi da chi li ha recensiti, sono passati quasi inosservati dal punto di vista degli incassi. È successo con The Ugly Stepsister di Emilie Blichfeldt e con Good Boy di Ben Leonberg, entrambi capaci di raccogliere ottime valutazioni sulla stampa specializzata ma incapaci di superare la soglia dei 9 milioni di euro al box office. Una tendenza che stona parecchio con il caso di Together, che ha quasi decuplicato il proprio budget.

A questa lista di delusioni commerciali si aggiunge appunto il film diretto da Nia DaCosta. Il quarto capitolo della saga di terrore e suspense postapocalittico arrivava con tutte le carte in regola, un cast guidato da Ralph Fiennes e Jack O’Connell, un budget vicino ai 55 milioni di euro e un solido 92 per cento di gradimento su Rotten Tomatoes. Numeri che, sulla carta, facevano pensare a tutt’altro esito.

Le parole della regista e i motivi del mancato successo

Il film ha chiuso la sua corsa nelle sale con appena 54 milioni di euro incassati a livello mondiale, una cifra ben al di sotto delle attese. La stessa DaCosta ha ammesso la delusione per il rendimento commerciale del lungometraggio in un’intervista concessa alla rivista Empire. Ha spiegato che i risultati al botteghino sono stati inferiori alle previsioni e che avrebbe voluto vedere incassi più alti.

Nonostante ciò, la regista ha difeso con convinzione il lavoro fatto. Ha detto senza giri di parole di aver realizzato un gran film, di esserne molto orgogliosa e che alla gente è piaciuto. DaCosta, che aveva raggiunto una certa notorietà nel 2021 con Candyman, ha mostrato anche una punta di frustrazione perché tutti gli indicatori precedenti all’uscita lasciavano presagire tutt’altra storia.

Stando a quanto ha raccontato, sia le proiezioni di prova sia le prime recensioni erano state molto positive, il che faceva sperare in un percorso migliore nelle sale. Uno dei fattori che secondo lei potrebbe aver penalizzato la pellicola è il calendario di uscita. Il tempio delle ossa è arrivato nei cinema appena sei mesi dopo 28 anni dopo, e questo forse ha giocato un brutto scherzo.

La regista pensa infatti che una parte del pubblico possa aver percepito il nuovo capitolo come una proposta troppo vicina alla precedente, o addirittura non essersi resa conto che si trattava di un nuovo sequel della saga. Una confusione che, con incassi già fragili, può aver fatto la differenza. La pellicola è uscita nelle sale il 16 gennaio 2026, con una durata di un’ora e cinquanta minuti, e tra i protagonisti figura anche Alfie Williams.

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