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Google Search peggiora in Europa per evitare le multe UE

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Google ha deciso di modificare il funzionamento di Google Search in Europa, e lo fa dichiarando apertamente che il risultato sarà un servizio peggiore per chi lo usa. La mossa serve a evitare almeno una parte delle sanzioni da 890 milioni di euro complessivi imposte dalla Commissione europea nel corso dell’estate, di cui 460 milioni legati proprio all’accusa di aver sfruttato la posizione dominante nella ricerca per spingere in alto i propri servizi rispetto a quelli dei concorrenti.

La contestazione ruota attorno a un punto preciso del Digital Markets Act, il regolamento europeo che impone alle grandi piattaforme di non trattare i propri servizi in modo più favorevole rispetto a quelli di terze parti nel posizionamento dei risultati. Un principio semplice a leggersi, molto meno semplice da tradurre in pratica quando si parla di un motore di ricerca che gestisce miliardi di query.

Come cambieranno i risultati di ricerca in Europa

Il nuovo assetto prevede che in cima alla pagina venga messo in evidenza un motore di ricerca specializzato, seguito da altri due mostrati con meno dettagli. Sotto, un carosello con hotel, compagnie aeree e ristoranti, ma privato di alcune informazioni che oggi fanno la differenza, come i prezzi in tempo reale. I cosiddetti servizi di ricerca verticale sono siti tipo Expedia o Hotels.com, quindi gli utenti europei si troveranno probabilmente aggregatori e comparatori più in alto rispetto ai siti delle singole attività.

C’è un dettaglio non trascurabile: il posizionamento di questi risultati sarà comunque deciso dall’algoritmo di Google. Tradotto, l’azienda continua a mantenere un margine di controllo notevole su cosa finisce in cima e cosa no. La Commissione aveva concesso 60 giorni di tempo per adeguarsi, ma da Mountain View non è arrivata alcuna indicazione precisa su quando gli utenti europei vedranno concretamente le modifiche sui propri schermi.

Una storia che va avanti da anni

Il percorso non nasce oggi. Google aveva presentato una prima serie di cambiamenti pensati per rispettare il Digital Markets Act nel marzo 2024. Poche settimane dopo, però, la Commissione europea aveva aperto un’indagine sull’azienda, insieme ad Apple e Meta, contestando pratiche di autopreferenza rimaste in piedi, come le informazioni di Google Flights mostrate sopra quelle dei concorrenti nelle ricerche legate ai viaggi. Un anno più tardi sono arrivate le prime multe per quello che l’Europa considera un vantaggio indebito costruito sui propri servizi.

Nell’ottobre 2025 erano emerse indiscrezioni su una proposta avanzata da Google per rivedere la presentazione dei risultati e rientrare nei paletti fissati dal regolamento. Quelle discussioni hanno portato all’annuncio attuale, che l’azienda presenta però con un tono tutt’altro che collaborativo.

La versione di Google: qualità in calo e negozi locali penalizzati

Il gruppo di Mountain View parla della più grande riduzione di qualità mai registrata nella storia del suo motore di ricerca. Nick Fox, senior vice president per la divisione knowledge and information, ha spiegato che queste modifiche peggiorano l’esperienza degli utenti europei, favorendo gli intermediari online a discapito delle attività locali e togliendo funzioni utili su cui molte persone contano ogni giorno. A sostegno della tesi, l’azienda cita un dato relativo alle modifiche già introdotte in passato per adeguarsi al DMA: un calo del 30 per cento nel traffico diretto e gratuito verso le prenotazioni delle attività europee. Secondo Google, con i nuovi aggiornamenti ci sarà un’ulteriore flessione dello stesso tipo.

Il braccio di ferro tra Bruxelles e le Big Tech statunitensi resta quindi aperto su un terreno concreto, quello di come vengono ordinati i risultati che milioni di persone consultano ogni giorno per cercare un volo, un albergo o un ristorante. Le nuove sanzioni europee hanno spinto Google a muoversi, ma l’azienda ha scelto di accompagnare l’adeguamento con un avvertimento esplicito sulle conseguenze per chi usa il servizio.

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