Gli amministratori dei canali di WhatsApp avranno presto uno strumento in più per segnalare i contenuti prodotti con l’intelligenza artificiale. La novità arriva mentre in Europa entrano in vigore le nuove regole sulla trasparenza dei materiali generati dall’AI, e l’app di messaggeria sta lavorando proprio a una funzione pensata per rispondere a quelle richieste. In pratica, chi gestisce un canale potrà indicare in modo chiaro quando un’immagine o un video non è frutto di uno scatto reale ma di un algoritmo.
Il riferimento a questa funzione è stato individuato nell’ultima versione beta di WhatsApp per Android. E qui c’è un dettaglio interessante: siccome sembra nascere come risposta a obblighi normativi legati a specifici Paesi, è molto probabile che seguano poi una versione per iOS e una diffusione più ampia. Insomma, per ora è un test su Android, ma la strada pare tracciata. Sul funzionamento vero e proprio, il meccanismo ricalca quello già usato per i contenuti sponsorizzati all’interno dei canali.
Come funziona l’etichetta sui contenuti AI

Il processo è abbastanza lineare. Dopo aver condiviso un aggiornamento che contiene media generati dall’intelligenza artificiale, l’amministratore potrà tenere premuto sul messaggio per aprire il menu contestuale. Da lì comparirà una nuova voce chiamata “Aggiungi etichetta contenuto AI”. Toccandola, viene applicata una scritta ben visibile sulla bolla del messaggio, così chi segue il canale capisce al volo che quel materiale è stato creato con strumenti di intelligenza artificiale. Un dettaglio non da poco: una volta aggiunta, l’etichetta potrebbe non essere più rimovibile.
Non tutti i contenuti realizzati con l’AI, però, dovranno per forza essere segnalati. Stando a quanto descritto nella schermata introduttiva della funzione, per contenuti AI si intendono immagini, video o altri media creati oppure modificati usando strumenti di intelligenza artificiale. Detta in altre parole, sembra che gli amministratori dei canali non saranno tenuti a etichettare i testi generati dall’AI, ma solo i materiali visivi.
Diffusione ancora tutta da chiarire
Resta un punto aperto sulla portata di questa funzione. Al momento non è chiaro se l’opzione verrà rilasciata a livello globale oppure solo dove questo tipo di etichettatura è richiesto dalla legge. La logica dietro lo sviluppo, del resto, sembra proprio quella regolatoria: le nuove norme europee sulla trasparenza dell’AI stanno spingendo le piattaforme ad adottare sistemi che rendano subito riconoscibili i contenuti sintetici.
Per WhatsApp si tratta comunque di un passo che va nella direzione di una maggiore chiarezza verso gli utenti. Chi apre un canale e si trova davanti un’immagine dall’aspetto realistico potrà sapere, grazie a un semplice segnale grafico, se dietro c’è la mano di una persona o quella di un algoritmo. Il fatto che l’etichetta risulti difficile da togliere una volta applicata, poi, suggerisce l’intenzione di renderla uno strumento affidabile e non aggirabile con troppa facilità.










