La Commissione europea ha annunciato una multa da 120 milioni di euro contro X, la piattaforma di proprietà di Musk, per aver violato alcuni obblighi fondamentali del Digital Services Act. Si tratta della prima decisione formale di inadempienza dall’entrata in vigore del regolamento, frutto di un’indagine durata due anni che ha esaminato il modello della piattaforma, la trasparenza dell’archivio pubblicitario e l’accesso ai dati per i ricercatori.
La sanzione arriva in un contesto geopolitico delicato, con tensioni normative tra Bruxelles e Washington e con l’amministrazione Trump che continua a considerare il DSA un “attacco” alle big tech statunitensi. Inevitabilmente, le reazioni oltreoceano non si sono fatte attendere. Il vicepresidente USA JD Vance ha accusato l’Ue di voler colpire le aziende americane, mentre Musk ha risposto con un ironico “Much appreciated”.
X deve cambiare rotta: i prossimi passi richiesti dalla Commissione a Musk
Dalla Commissione, però, la replica è ferma. Nessuna censura, ma un intervento incentrato esclusivamente sulla trasparenza. L’esecutivo europeo ha certificato tre violazioni principali. La prima riguarda l’uso della spunta blu, definita un design ingannevole perché l’azienda consente l’acquisto dello status “verificato” senza controlli reali sull’identità. La seconda contestazione riguarda l’archivio pubblicitario, considerato carente e non conforme ai requisiti normativi per qualità, frequenza di aggiornamento e accessibilità dei dati. Il terzo punto critico riguarda l’accesso ai dati pubblici per la ricerca, ritenuto ostacolato da limitazioni e blocchi ingiustificati. Secondo Bruxelles, queste restrizioni impediscono lo studio dei rischi sistemici legati a disinformazione, manipolazione e campagne coordinate, elementi centrali per la tenuta dell’informazione nell’Ue.
Nella decisione pubblicata, la Commissione impone a X una serie di scadenze precise. Entro 60 giorni lavorativi, la piattaforma dovrà spiegare come intende porre fine alla violazione legata al design ingannevole della spunta blu; entro 90 giorni dovrà presentare un piano di intervento che corregga le irregolarità dell’archivio pubblicitario e apra realmente i dati ai ricercatori qualificati. Dopo la consegna del piano, il Board of Digital Services avrà 30 giorni per esprimere un parere, seguito dalla decisione finale della Commissione. Se X non dovesse adeguarsi, rischia penalità aggiuntive e nuove sanzioni.
Intanto l’indagine più ampia sulla gestione dei contenuti illegali e sui meccanismi di contrasto alla manipolazione informativa resta aperta. Secondo fonti statunitensi, la multa odierna non sarebbe che l’inizio di un percorso più complesso per la piattaforma di Musk che non ha rilasciato commenti immediati. Il caso ha assunto un peso politico anche per il ruolo dell’imprenditore nei rapporti energetici e militari con l’Ucraina, tramite Starlink, ma Bruxelles ribadisce che l’obiettivo resta garantire un ambiente digitale trasparente, sicuro e verificabile per tutti gli utenti europei.