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Google Pixel Tag, Google sfida gli AirTag con la rete Find Hub

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Con Pixel Tag, Google entra finalmente nel mercato dei localizzatori Bluetooth, quel piccolo mondo di dischetti da agganciare alle chiavi o infilare in valigia per non perdere di vista le proprie cose. Non è un’idea nuova, e questo va detto subito, ma stavolta dietro c’è la rete Find Hub e oltre un miliardo di dispositivi Android pronti a fare da antenne diffuse. Il tracker arriva insieme alla famiglia Pixel 11 e allo smartwatch Pixel Watch 5, completando una presentazione piuttosto densa.

Le dimensioni sono contenute: 2,8 centimetri di larghezza, 4,6 di altezza, mezzo centimetro di spessore, per 11,3 grammi con la batteria inserita. Il colore disponibile è uno solo, chiamato Fog, mentre la confezione è dichiarata al 100% priva di plastica. La scocca combina policarbonato e metallo, con acciaio inossidabile pensato per resistere a flessioni e crepe, e c’è la certificazione IP67 che copre immersioni fino a un metro per mezz’ora. Chi tiene le chiavi in tasca insieme a monete e chincaglierie varie sa bene quanto i tracker economici si graffino in fretta. Attenzione però, perché la stessa Google chiarisce che l’IP67 non è eterna: si degrada con l’usura e non protegge da cadute o urti ripetuti.

Come funziona il Pixel Tag tra suoni, Ultra Wideband e Find Hub

Google Pixel Tag, Google sfida gli AirTag con la rete Find Hub

Dentro c’è un altoparlante che permette di far squillare il tag quando sparisce nel nulla, ma la cosa curiosa è che il meccanismo funziona anche al contrario: premendo il pulsante sul dispositivo si fa suonare lo smartphone. Utile per chi perde più spesso il telefono che le chiavi, categoria tutt’altro che rara. La batteria è una comune pila a bottone CR2032, sostituibile senza attrezzi strani, con una durata dichiarata superiore a un anno calcolata su un uso medio quotidiano che comprende suoni e localizzazione di precisione. Un utilizzo più intenso, prevedibilmente, accorcia i tempi.

La configurazione è rapida: si tira la linguetta della batteria, si avvicina il tag a uno smartphone Android 9 o successivo e il Fast Pair fa il resto. Poi si assegna un nome scegliendo una categoria oppure scrivendo un’etichetta personalizzata nell’app Find Hub. Chi condivide borse, valigie o chiavi di casa può estendere l’accesso fino a 10 persone, familiari o coinquilini che siano.

Google Pixel Tag, Google sfida gli AirTag con la rete Find Hub

La localizzazione passa dalla mappa dell’app, e se l’oggetto è nel raggio del Bluetooth basta farlo squillare. Il tag risponde anche da Pixel Watch, da browser oppure, con i Pixel Buds, chiedendo direttamente a Gemini di farlo suonare senza tirare fuori nulla dalla tasca. Quando il Bluetooth non basta entra in scena l’Ultra Wideband, abbinato al Bluetooth Channel Sounding: il telefono mostra distanza e direzione con indicazioni visive, comodo per stanare il tag finito sotto una pila di panni. Serve però uno smartphone che supporti l’Ultra Wideband, quindi non tutti i dispositivi compatibili potranno usarla.

Privacy, avvisi antipedinamento e prezzi del Pixel Tag

Fuori portata, il tracker Bluetooth si appoggia alla rete crowdsourced di Find Hub, quella che sfrutta oltre un miliardo di dispositivi Android sparsi in giro. Più device circolano in una zona, più salgono le probabilità di ritrovare qualcosa. Google specifica che le informazioni di posizione condivise dalla rete viaggiano protette da crittografia end to end, precisazione doverosa quando si parla di un sistema che usa i telefoni degli altri.

C’è poi il tema scomodo, quello del pedinamento. Il telefono avvisa automaticamente se rileva un tag sconosciuto che si muove insieme all’utente, spiegando come farlo squillare per individuarlo e cosa fare dopo. Si aggiungono i Left Behind alerts, notifiche che segnalano un oggetto dimenticato quando ci si allontana, anche se tempistiche ed efficacia dipendono dalla connettività e dalle impostazioni del dispositivo.

Pixel Tag debutta negli Stati Uniti l’11 novembre 2026 sul Google Store, a circa 27 euro per l’unità singola e circa 92 euro per la confezione da 4, che conviene con uno sconto intorno al 15% rispetto ai pezzi separati. Prezzi in euro e disponibilità per l’Italia non sono ancora stati comunicati. Servono comunque Android 9 o successivo e Bluetooth 6.0 o versioni più recenti, requisiti abbastanza larghi considerando che Android 9 risale al 2018.

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