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Il primo sguardo ufficiale a Honor Magic 9 è arrivato quasi di sorpresa, durante l’evento cinese dedicato al Robot Phone, quando l’azienda ha mostrato un’immagine della nuova serie e confermato che il debutto avverrà a settembre. Non un teaser sfuggente, ma un’anteprima piuttosto esplicita, accompagnata dall’apertura dei preordini “alla cieca” in Cina, quelli che si fanno senza conoscere ancora scheda tecnica e prezzi, con tanto di pacchetti esclusivi riservati a chi si fida in anticipo.
La cosa che salta subito all’occhio è il design. Honor ha mandato in pensione il modulo fotografico circolare centrale che aveva accompagnato le generazioni precedenti, sostituendolo con un blocco tondo di dimensioni generose spostato verso l’angolo in alto a sinistra della scocca. Un cambio di rotta netto, che secondo le prime indiscrezioni rappresenta la revisione estetica più profonda degli ultimi dieci anni per la famiglia Magic.
Un retro che strizza l’occhio al cinema

La scocca è in metallo premium e il disegno delle antenne appare più preciso e curato rispetto al passato, con un risultato complessivo che richiama volutamente le linee delle cineprese professionali. Attorno ai sensori corre una bordatura con motivo a griglia, dettaglio che contribuisce a quell’aria da attrezzatura tecnica più che da telefono.
Ma il particolare che ha calamitato l’attenzione è un altro, ed è piccolissimo: il logo ARRI stampato accanto al modulo fotografico. La collaborazione tra Honor e il celebre produttore tedesco di apparecchiature cinematografiche era già stata annunciata mesi fa, però è la prima volta che la si vede materializzata su un prodotto reale. Non un accordo di facciata, insomma, ma qualcosa destinato a lasciare il segno sulla scheda tecnica.
Nel concreto, la partnership porterà su Honor Magic 9 l’esperienza pluridecennale di ARRI nel campo della color science e della tecnologia video. Si parla di ARRI LogC3, dei profili colore ARRI Look e di un cinema mode sviluppato insieme al marchio tedesco. L’ambizione dichiarata è portare un intero flusso di lavoro cinematografico dentro uno smartphone, dalla ripresa alla post produzione, con risultati che possano reggere il confronto con le macchine da presa professionali. Promessa impegnativa, va detto, ma il nome coinvolto non è di quelli che si prestano volentieri a operazioni di marketing vuote.
Tre modelli e un chip che ancora non esiste ufficialmente
La serie Magic 9 si articolerà su tre varianti: il modello standard, il Pro e un inedito Pro Max, pensato per stare in cima alla gamma. Proprio quest’ultimo dovrebbe montare un processore che al momento non è stato nemmeno annunciato, lo Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro, di cui si vocifera una produzione con processo a 2 nm.
Sul fronte fotografico le attese sono altrettanto alte. Per Pro e Pro Max si parla di un sistema a doppia fotocamera da 200 megapixel, affiancato da un chip di elaborazione delle immagini sviluppato internamente da Honor. Un approccio ormai familiare tra i produttori cinesi, che da qualche anno preferiscono costruirsi in casa la parte di processamento delle immagini invece di affidarsi soltanto a soluzioni di terze parti.
Capitolo software: le nuove funzionalità di intelligenza artificiale dovrebbero rappresentare l’altro grande pilastro dell’esperienza d’uso, anche se su questo fronte i dettagli restano per ora piuttosto vaghi.










