Covid, Pfizer e AstraZeneca: quanto dura il rischio di trombosi dopo i vaccini

Arrivano nuove notizie dalla ricerca che sta combattendo il virus, più in particolare dalla Germania e dai ricercatori dell’Università Greifswald. La ricerca in questione avrebbe portato tanti nuovi risultati che riguardano proprio il rischio di trombosi. La cosiddetta Vitt, ovvero la trombosi indotta dal vaccino,  sarebbe davvero difficile da contrarre.

Chiarito che i rischi sono veramente esigui e solo su determinate categorie, pare che il pericolo scompaia dopo poche settimane. Coloro che infatti credono che dopo il vaccino possono essere costantemente in pericolo di trombosi, sono quindi prontamente smentiti.

“I pericolosi anticorpi anti-PF4, che hanno inducono le trombosi della vena cerebrale e altre trombosi insolite dopo la vaccinazione scompaiono nella maggior parte dei pazienti entro tre mesi”. Questo è quanto descritto all’interno di un comunicato ufficiale dell’università.

 

Covid: il rischio trombosi non dura in eterno, poche settimane e gli anticorpi pericolosi scompaiono

Chi poi crede che il reiterare del vaccino possa portare a problematiche è altrettanto smentito dal professor Andreas Greinacher : “I pazienti possono essere vaccinati una seconda volta senza recidiva degli anticorpi”.

Tornando poi alla trombosi, lo studio è stato condotto su 35 pazienti che hanno dovuto affrontare la cosiddetta VITT. Lo studio ha confermato che il test di attivazione piastrinica è diventato negativo con una media di 12 settimane.

In merito alla somministrazione tra la prima e la seconda dose e poi i ricercatori consigliano una distanza di almeno tre mesi: “Ciò riduce fortemente il rischio che la seconda vaccinazione venga somministrata a un individuo con pericolosi anticorpi in circolo. Questi anticorpi potrebbero non causare problemi clinici, ma possono causare trombosi quando viene somministrata la seconda dose di vaccino mentre gli anticorpi sono ancora presenti”.