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Il nostro Universo è sempre ricco di scoperte e ogni qualvolta ci si impegna in qualche ricerca o studio, vengono svelate cose nuove, a volte impensabili. Ed è proprio così in questa che è un’incredibile rivelazione. Recente è una scoperta che farà ringiovanire. I risultati a questi studi sulle nane bianche derivano dall’osservazione dei loro nuclei e di ciò che rallenta il loro raffreddamento inesorabile.

 

Nane bianche: l’idrogeno le ringiovanirebbe

Quanti di noi sognerebbero di poter avviare su sé stessi un processo di ringiovanimento? È quello che sta facendo l’idrogeno alle nane bianche, quei residui di stelle che, vagando per l’universo, piano piano invecchiano finendo così la loro vita.

Francesco Ferraro, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e coordinatore della ricerca ha dichiarato: “La nostra scoperta mette alla prova la definizione di nane bianche se consideriamo una nuova concezione sul modo in cui le stelle invecchiano. Stiamo ora studiando altri ammassi simili a M13 per limitare ulteriormente le condizioni che spingono le stelle a mantenere il sottile involucro di idrogeno che consente loro di invecchiare lentamente“.

In pratica, grazie al telescopio spaziale Hubble, questi scienziati sono riusciti a scoprire qualcosa di incredibile. L’involucro esterno di idrogeno permette a queste nane bianche di bruciare più a lungo. Questo rallenta il loro processo di invecchiamento e spegnimento.

Ecco cosa ha detto Jianxing Chen, altro ricercatore dell’INAF che ha partecipato alla ricerca sulle nane bianche: “La superba qualità delle osservazioni di Hubble ci ha fornito una visione completa dei gruppi di stelle che formano i due ammassi globulari. Questo ci ha permesso di confrontare il modo in cui le stelle si evolvono in M3 e M13“.

Un risultato davvero incredibile che sovverte quanto fin’ora pensato sul processo di raffreddamento di questi corpi celesti. Infatti Jianxing Chen, confermando ciò, ha detto: “Abbiamo il primo riscontro scientifico che le nane bianche possono comunque avere un’attività termonucleare stabile. Questa è stata una vera sorpresa, in contrasto con quanto ipotizzato fino ad ora“.

Intanto la NASA continua a studiare Marte. Grazie alle missioni di Perseverance, cerca in tutti i modi campioni di terreno roccioso per scoprire forme di vita.

FONTEGlobalscience