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ChatGPT gratis, arrivano le attività programmate: fino a 3 Task

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ChatGPT gratis guadagna finalmente le attività programmate, quella funzione che fino a ieri restava dietro il muro dell’abbonamento e che ora, con l’aggiornamento del 25 agosto, si apre anche a chi non paga un centesimo. Il limite c’è, ed è chiaro fin da subito: tre Task attivi, non uno di più. Ma il principio cambia parecchio, perché la possibilità di far lavorare l’assistente su compiti pianificati smette di essere un privilegio da account premium.

Il funzionamento è quello che ci si aspetta da uno strumento di pianificazione. Un’attività può essere impostata una tantum, oppure ripetersi con cadenza regolare fino a un massimo di una volta al giorno. Le finestre di pianificazione sono flessibili, quindi nulla vieta di programmare qualcosa a intervalli più larghi, magari settimanali, ma il tetto giornaliero resta invalicabile. Chi sperava in promemoria multipli nell’arco delle stesse ventiquattro ore dovrà accontentarsi.

Come funzionano i Task nella versione gratuita

OpenAI ha aggiunto anche la condivisione delle attività programmate, disponibile per gli utenti delle versioni gratuita, Go, Plus e Pro. In pratica un Task può essere passato a qualcun altro, che ne consulta le istruzioni e le usa come punto di partenza. Da lì si personalizza il tutto secondo le proprie esigenze, si collegano le applicazioni personali e si crea una copia indipendente, senza toccare l’originale. È un modo semplice per far circolare automazioni già collaudate, invece di ricostruirle ogni volta da zero.

Il ragionamento dietro questa apertura sembra abbastanza lineare. Le attività pianificate erano rimaste a lungo una funzione poco esplorata, proprio perché confinata ai piani a pagamento. Portarla nella versione gratuita significa metterla sotto gli occhi di una platea enormemente più ampia, con il tetto dei tre Task che funziona da assaggio e, inevitabilmente, da incentivo a salire di piano per chi ci prende gusto.

I webhook e la parte riservata agli abbonati

Il capitolo più interessante dell’aggiornamento riguarda i webhook, che permettono di far partire automaticamente un’attività pianificata in ChatGPT Work quando qualcosa cambia in un’applicazione compatibile. Niente più controlli manuali continui per vedere se è arrivato un aggiornamento: è l’evento esterno a innescare il compito. I trigger supportati al momento sono i nuovi messaggi su Gmail, i messaggi nei canali Slack e l’attività sulle pull request di GitHub.

Gli esempi portati dall’azienda rendono l’idea di cosa ci si possa fare. Si può chiedere all’assistente di riassumere un’email che annuncia l’apertura delle iscrizioni a qualcosa, oppure di proporre possibili azioni subito dopo che un cliente ha lasciato il proprio feedback su Slack. Il vantaggio, per chi lavora con flussi di comunicazione affollati, è evidente: il riassunto arriva senza doverlo chiedere.

Qui però la porta si richiude. I webhook sono considerati una funzione avanzata pensata per i professionisti, e per usarli serve un abbonamento. L’accesso è riservato agli utenti di ChatGPT Plus e Pro, mentre restano tagliati fuori sia la versione gratuita sia il piano Go. Non è detto che la situazione sia definitiva, visto che le stesse attività programmate hanno seguito esattamente questo percorso prima di allargarsi a tutti, ma per ora la distinzione è netta.

Sul fronte della compatibilità non ci sono sorprese. Le novità funzionano su ChatGPT via web e sulle applicazioni per iOS e Android, senza differenze particolari tra le piattaforme. Chi usa la versione gratuita troverà quindi i tre Task disponibili ovunque, con la condivisione già attiva e i webhook visibili solo come promessa per un eventuale futuro allargamento.

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