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Con i nuovi laptop RTX Spark presentati da HP, la corsa alla potenza AI portatile si sposta su un terreno che finora era stato piuttosto trascurato, quello dello spessore. L’azienda ha tirato fuori tre prodotti costruiti attorno alle GPU NVIDIA RTX Spark, la piattaforma pensata per far girare i carichi di intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo senza appoggiarsi al cloud, e due di questi rivendicano il primato di macchine RTX Spark più sottili al mondo. Detto così sembra un dettaglio da comunicato stampa, ma nel mercato attuale non è affatto banale. Il contesto aiuta a capire perché la mossa abbia senso. NVIDIA sta spingendo parecchio su RTX Spark e i produttori si stanno muovendo in fretta per costruire computer capaci di sfruttarla, il problema è che quasi sempre il prezzo da pagare è un corpo macchina pesante e spesso. HP, almeno sulla carta, sostiene di aver trovato un compromesso diverso.
OmniBook Ultra 16, il modello che punta più in alto
Il pezzo grosso della lineup è OmniBook Ultra 16, indirizzato a chi lavora su progetti creativi impegnativi oppure sviluppa applicazioni AI. Le specifiche dichiarate non lasciano molto spazio ai dubbi sulle ambizioni: fino a 128 GB di RAM e 1 petaflop di potenza dedicata all’intelligenza artificiale, che tradotto significa mille miliardi di operazioni al secondo, giusto per rendere l’idea della scala di cui si parla. Il display è un 16 pollici OLED 3K con certificazione DisplayHDR True Black 1000, affiancato da quattro altoparlanti gestiti da amplificatori intelligenti. Una configurazione che guarda dritta a chi monta video e lavora sull’audio, senza troppi giri di parole.
La parte interessante arriva sul fronte energetico. Nonostante numeri da workstation, HP dichiara fino a 17 ore di autonomia e una ricarica rapida capace di riportare la batteria al 50% in mezz’ora. Il tutto dentro uno chassis definito ultra sottile, progettato per massimizzare il flusso d’aria e tenere sotto controllo le temperature. Qui si gioca la partita vera, perché comprimere tanta potenza in pochi millimetri è storicamente il punto debole di questa categoria di prodotti. Le promesse termiche sono facili da fare, molto meno da mantenere quando il carico resta alto per ore.
OmniBook X 14 e OmniDesk, le alternative meno esigenti
Non tutti hanno bisogno di quella potenza, e HP lo sa. Per questo esiste OmniBook X 14, più compatto, con schermo OLED, fino a 15 ore di autonomia e ricarica rapida via USB-C da 140W. Viene posizionato come porta d’ingresso alla piattaforma, pensato per chi vuole gli strumenti AI in locale senza trascinarsi dietro una macchina ingombrante. È il classico modello che finisce nello zaino e ci resta, senza far troppo pesare la scelta.
A completare il trio c’è OmniDesk, un desktop compatto costruito attorno a un’idea molto precisa: mantenere attivi agenti AI in background anche quando la scrivania resta vuota. Si avviano i processi, ci si dedica ad altro, e al ritorno i risultati sono lì ad aspettare. È un modo di lavorare che sta diventando sempre più comune, come dimostra l’evoluzione di strumenti come Claude Code, dove il compito viene delegato e poi verificato a posteriori.
Quando arrivano e a quanto
Sulla disponibilità le informazioni sono ancora essenziali. Entrambi i laptop arriveranno dal prossimo autunno sullo store ufficiale dell’azienda. I prezzi, invece, non sono stati comunicati e verranno resi noti più avanti, in prossimità del lancio effettivo. Una scelta prudente, considerando che tra l’annuncio e la messa in commercio passeranno diversi mesi e che il posizionamento di macchine con queste caratteristiche dipende molto da come si muoveranno i concorrenti nel frattempo. Nulla è ancora stato specificato nemmeno per quanto riguarda il mercato italiano.










