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Grazie alla quarantena imposta un po’ in tutti i paesi del mondo, piattaforme come Zoom hanno visto un’impennata senza precedenti di utenti, e quindi di attenzione anche da parte dei malintenzionati. Per via di questa situazione, la compagnia ha iniziato a lavorare su un sistema di crittografia end-to-end più solido. Alcuni rapporti indicano che però questo aspetto sembra essere garantito solo agli utenti paganti e non a tutti.

The Verge è riuscita a ottenere una dichiarazione in merito a tale progetto da Zoom stessa: “L’approccio di Zoom alla crittografia end-to-end è in gran parte un lavoro in corso, tutto, dalla nostra bozza di progettazione crittografica, che è stata appena pubblicata la scorsa settimana, alle nostre discussioni continue su quali clienti si applicherebbe.”

 

Zoom e i problemi di sicurezza

Se così fosse, sarebbe una mossa alquanto discutibile da parte di chi gestisce la piattaforma. Nel corso di questi mesi ci sono stati innumerevoli problemi di sicurezza, sintomo che le contromisure sono risultate inefficaci. A un certo punto sono comparsi sul Dark Web mezzo milione di account rubati e messi in vendita a pochi centesimi.

Questa mossa potrebbe essere solo un modo per spingere le compagnie private a pagare, piuttosto che gli utenti normali. Le informazioni legate a un account di una compagnia sono molte di più di quelle di una singola persona e proteggerle è molto più importante. In ogni caso, si tratta solo di una bozza e la compagnia potrebbe correggere il tiro per evitare una migrazione verso altre piattaforme più attente a certi problemi.