L’estate è sempre un periodo caldo per il fisco. Si iniziano a portare i documenti per le dichiarazioni dei redditi, i controlli si intensificano e la lotta all’evasione fiscale si fa più serrata che nel resto dell’anno, in ragione del maggior numero di movimenti di denaro e attività turistiche.

Eppure, una recente stima ha segnalato che all’incirca una casa vacanza su tre, nel 2019, sia stata affittata senza un regolare contratto, impedendo allo Stato di guadagnare una buona fetta di introiti dal business delle accomodations.

Ma il Fisco non sembra reagire a questa notizia, anzi: a quanto pare la macchina fiscale sembra essersi parzialmente arrestata durante gli ultimi mesi, ed evadere è divenuto meno problematico per il momento. Eccone il motivo.

Redditometro in pausa: più facile evadere il fisco?

Con l’approvazione del Decreto Dignità, a dicembre del 2018, il Redditometro si è rivelato inadeguato nella valutazione effettiva delle emergenze fiscali. Il fiore all’occhiello della macchina della GdF, infatti, ha dimostrato di possedere lacune notevoli nel fronteggiare le implicazioni economiche e fiscali del nuovo decreto, risultando così praticamente inutilizzabile.

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Il Redditometro, così ribattezzato per via dell’oggetto della sua valutazione, andava a monitorare che le entrate di un nucleo familiare, di una singola persona o di una società corrispondessero effettivamente agli investimenti fatti dalla medesima. Qualora vi fossero state discrepanze superiori al 20% tra redditi dichiarati e uscite, sarebbero scattati controlli più approfonditi. Ma al momento il Redditometro, che risulta in pausa, non è ancora stato sostituito da un altro sistema.

Si spera pertanto che al più presto si possa approvare l’utilizzo di uno strumento congeniale alle nuove esigenze, per continuare a combattere efficacemente la piaga dell’evasione fiscale.