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Con gli AirPods 4, Apple aveva preso una direzione interessante: portare la cancellazione attiva del rumore su un paio di auricolari open-ear, quindi senza gommini e senza il classico isolamento degli AirPods Pro. L’idea funzionava, ma lasciava anche parecchie domande aperte.
Il modello base rinunciava all’ANC, quello più completo costava parecchio, l’autonomia rimaneva limitata e mancava persino un controllo diretto del volume sullo stelo.
Con gli AirPods 5 Apple prova a sistemare quasi tutti questi problemi. La nuova generazione mantiene il design aperto, migliora la cancellazione del rumore, introduce finalmente il controllo del volume e, soprattutto, abbassa il prezzo.
Io ho provato la versione che considero realmente interessante, quella da 169 euro con ANC e custodia con ricarica wireless, perché i soli 20 euro che la separano dal modello base cambiano parecchio l’esperienza complessiva.
Il risultato è un paio di auricolari molto particolare: non sono AirPods Pro economici, perché il formato open-ear comporta inevitabilmente dei compromessi, ma per chi non sopporta i gommini possono essere una delle alternative più complete all’interno dell’ecosistema Apple.
Design e estetica
Esteticamente gli AirPods 5 non rappresentano una rivoluzione. La forma è sostanzialmente quella degli AirPods 4, con una parentela ancora evidente con gli AirPods 3. Apple ha però mantenuto una delle caratteristiche più importanti introdotte con la generazione precedente: la ricerca di un equilibrio tra comfort, stabilità e adattamento a un numero molto ampio di orecchie. Il punto fondamentale è che gli AirPods 5 sono open-ear. Non ci sono gommini in silicone e quindi non esiste un vero adattamento alla forma del condotto uditivo. Per me questo è contemporaneamente un vantaggio e un limite.

Il vantaggio è il comfort. Dopo un utilizzo prolungato non si avverte quella sensazione di pressione tipica degli auricolari in-ear. Anche il calore è inferiore rispetto agli AirPods Pro, proprio perché manca il sigillo creato dai gommini. Per chi non ama avere qualcosa che entra nel condotto uditivo, la differenza è concreta. Il limite emerge invece quando iniziano i movimenti più bruschi.

Usabilità
Durante il normale utilizzo, camminando, lavorando o spostandosi, gli AirPods 5 riescono a rimanere nella posizione corretta senza particolari problemi. Dopo poco tempo si trova abbastanza rapidamente il modo giusto di inserirli e utilizzarli. La sensazione di poterli perdere, però, rimane più forte rispetto a quella che si ha con gli AirPods Pro. E quando arriva lo sport, il discorso cambia.
Con il sudore la plastica può diventare più scivolosa e gli auricolari tendono a muoversi maggiormente. Durante attività più movimentate possono quindi richiedere continui riposizionamenti.
Per palestra e jogging leggero possono avere senso, anche grazie alla certificazione IP57, ma non li considererei la scelta ideale per attività sportive più dinamiche. Testo incollato C’è poi un altro piccolo problema: anche masticare può modificare leggermente la posizione dell’auricolare. È il prezzo da pagare per il formato aperto… e bisogna accettarlo prima di comprarli.

La novità più interessante
Una delle novità più semplici è anche una delle più importanti. Apple ha finalmente introdotto il controllo diretto del volume sullo stelo.
Sulla parte piatta dello stelo è presente il comando touch che permette di aumentare o diminuire il volume senza prendere in mano l’iPhone e senza chiedere a Siri. Non è una soluzione perfetta: con le mani bagnate o con i guanti può essere meno immediata e serve un minimo di pratica per intervenire senza spostare l’auricolare, però bisogna dire che è comunque un enorme passo avanti rispetto agli AirPods 4. Una funzione così basilare avrebbe dovuto arrivare molto prima.
Custodia con ricarica wireless (opzionale)
La custodia mantiene dimensioni molto compatte, anche perché gli auricolari open-ear occupano meno spazio rispetto agli AirPods Pro. La versione da 169 euro aggiunge la ricarica wireless Qi, anche se non si tratta di una custodia MagSafe. È comunque compatibile con i caricabatterie wireless e può essere utilizzata anche con il caricatore dell’Apple Watch. C’è poi l’integrazione con Dov’è: la custodia dispone di uno speaker che permette di farla suonare quando dobbiamo ritrovarla. Manca invece la funzione di Posizione precisa.

Ed è proprio per questo che considero la versione da 169 euro nettamente più interessante. Per soli 20 euro in più si ottengono ANC, ricarica wireless, controllo del volume, speaker della custodia e un’ora di autonomia aggiuntiva rispetto al modello base. La versione da 149 euro diventa quindi difficile da giustificare.
Qualità audio
Il vero punto forte degli AirPods 5 è la qualità sonora. Considerando che sono auricolari open-ear, la resa è notevole. Il suono è equilibrato e naturale, con bassi definiti e sufficientemente corposi, anche se ovviamente non raggiungono la profondità e la pressione degli AirPods Pro 3. La zona dei mediobassi funziona bene, gli strumenti acustici rimangono presenti senza diventare invadenti e la separazione degli elementi del brano è molto buona. La scena è inoltre abbastanza ampia e ariosa, una caratteristica che si sposa bene con il formato aperto. Anche nei brani più complessi le diverse componenti rimangono distinguibili. Mi è piaciuta particolarmente la riproduzione delle voci.

Con musica, podcast e audiolibri il parlato rimane chiaro, naturale e facilmente intelligibile. È uno di quei casi in cui il formato open-ear, invece di rappresentare esclusivamente un limite, diventa parte del carattere del prodotto. Se devo essere pignolo, segnalo che rispetto agli AirPods Pro 3 manca qualcosa soprattutto nella gamma bassa, ma per equilibrio, separazione e naturalezza gli AirPods 5 arrivano sorprendentemente vicini.
Cancellazione attiva del rumore e modalità Trasparenza
Ed eccoci alla funzione che più incuriosisce: come può funzionare bene la cancellazione del rumore su un auricolare che non sigilla il condotto? La risposta è: non può funzionare esattamente come su AirPods Pro, ma Apple riesce comunque a ottenere un risultato convincente. La cancellazione funziona particolarmente bene sui rumori continui e a bassa frequenza. Motori, ventilazione, autobus, treni e aerei vengono attenuati in maniera evidente.
Il risultato è quindi particolarmente interessante durante gli spostamenti. In aereo o su un treno rumoroso gli AirPods 5 riescono a ridurre parecchio il rumore ambientale.
Quando però entrano in gioco le voci, i rumori improvvisi e le frequenze più alte, il vantaggio degli AirPods Pro 3 torna a essere evidente… ma è inevitabile. Questa è una questione fisica: un auricolare open-ear non può avere lo stesso isolamento passivo di un in-ear con gommino. Per questo l’ANC degli AirPods 5 va giudicato per quello che è: molto efficace per un open-ear, ma non equivalente a quello degli AirPods Pro.
Se l’ANC rappresenta un compromesso, la modalità Trasparenza è invece uno dei punti in cui il formato open-ear dà il meglio. L’ambiente esterno viene percepito in maniera estremamente naturale. La sensazione è molto più vicina a quella di non indossare auricolari rispetto a molte soluzioni concorrenti. Anche la propria voce rimane credibile, senza quella sensazione artificiale che può comparire con sistemi di trasparenza meno raffinati. A questo si aggiungono Audio adattivo e Rilevamento conversazione, che contribuiscono a rendere più naturale il passaggio tra ascolto e interazione con l’ambiente.
Microfoni e chiamate sono un altro punto forte
Gli AirPods 5 funzionano molto bene anche per le telefonate; la voce viene trasmessa in maniera chiara e definita e la cancellazione del rumore ambientale riesce a lavorare bene anche in condizioni complicate. Interessante anche il comportamento con il vento: durante l’utilizzo in bicicletta il disturbo viene contenuto senza compromettere eccessivamente l’intelligibilità della voce. Sul fronte delle chiamate, quindi, gli AirPods 5 possono tranquillamente competere con gli AirPods Pro 3.
Batteria e autonomia
Qui Apple non ha fatto il salto che mi sarei aspettato. Gli AirPods 5 arrivano a circa 5 ore di autonomia con ANC attivo, contro le 4 ore della generazione precedente. Il miglioramento esiste, ma oggi cinque ore sono ancora poche. Ci sono concorrenti capaci di arrivare a 10 ore e gli stessi AirPods Pro 3 arrivano a 8 ore. La ricarica rapida aiuta a recuperare rapidamente qualche ora di utilizzo, ma non risolve completamente il problema.
Nell’utilizzo quotidiano, alternando ascolto e custodia, non è necessariamente un dramma. Per un volo intercontinentale o un viaggio molto lungo, invece, bisogna mettere in conto qualche ricarica. È probabilmente il compromesso tecnico più evidente degli AirPods 5.
Ecosistema
Come sempre quando si parla di AirPods, una parte fondamentale dell’esperienza è l’integrazione con l’ecosistema Apple. L’abbinamento con iPhone è praticamente immediato, il passaggio tra dispositivi Apple è trasparente e tutte le principali funzioni possono essere controllate direttamente dal sistema operativo.
Con iOS 27 arriva inoltre un equalizzatore dedicato agli AirPods compatibili, anche se si tratta di una soluzione piuttosto semplice, con tre sole bande: bassi, medi e alti. Ci sono poi Audio spaziale personalizzato, Equalizzazione adattiva, Audio adattivo, Rilevamento conversazione, Isolamento vocale e le interazioni con Siri. Il vero vantaggio non è tanto avere una lunga lista di funzioni, quanto il fatto che siano tutte integrate nell’iPhone e richiedano pochissime configurazioni.
C’è anche la Traduzione in tempo reale, che è interessante soprattutto in viaggio, ma presenta ancora qualche limite nella velocità: il ritardo tra la frase pronunciata e la traduzione può rendere difficile una conversazione lunga e naturale. Testo incollato
Prezzo e conclusioni
Gli AirPods 5 partono da 149 euro, mentre la versione che consiglio, con ANC e custodia per la ricarica wireless, costa 169 euro.
Per me è proprio quest’ultima quella da comprare. Gli AirPods 5 non sono superiori agli AirPods Pro 3. I Pro rimangono migliori per stabilità, isolamento, cancellazione del rumore, profondità dei bassi e autonomia. Hanno anche funzioni aggiuntive come il rilevamento della frequenza cardiaca.
Gli AirPods 5 sono pensati per chi non vuole i gommini, non ama avere un auricolare che sigilla il condotto e cerca comunque un ottimo audio, ANC, chiamate di alto livello e tutta l’integrazione con iPhone. Il problema arriva quando gli AirPods Pro 3 scendono di prezzo. Se i Pro si trovano intorno ai 199 euro, la differenza diventa di appena 30 euro e la scelta degli AirPods 5 ha senso soprattutto per chi considera il formato open-ear una necessità.
Per il resto, però, gli AirPods 5 rappresentano un netto passo avanti rispetto agli AirPods 4. Posso dire che, a mio avviso, sono gli AirPods open-ear che Apple avrebbe dovuto fare già prima: comodi, con un ottimo suono, un ANC sorprendentemente efficace e un’integrazione con l’iPhone che rimane difficile da replicare.
Fonte: TecnoAndroid

















