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Ray-Ban Meta Gen 2, utili soprattutto IN VIAGGIO (RECENSIONE)

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Per qualche anno gli smart glasses sono sembrati più una dimostrazione tecnologica che un prodotto realmente utile. Con i Ray-Ban Meta Gen 2, invece, la situazione cambia. Li ho usati soprattutto con la mentalità di chi lavora con video e fotografia: non come sostituto di una fotocamera, ma come uno strumento che posso avere addosso per registrare quello che  sto facendo senza interrompere quello che sto facendo.

E oggi questa recensione arriva in un momento particolare, perché Meta ha appena presentato i Ray-Ban Meta Gen 3. La nuova generazione mantiene la fotocamera da 12 MP e la registrazione video 3K, ma introduce un design più sottile, sei microfoni invece di cinque, un nuovo pulsante personalizzabile e fino a 9 ore di autonomia contro le 8 ore dichiarate dei Gen 2.

Proprio per questo vale la pena parlare ancora dei Gen 2: sono la generazione che ha reso davvero interessante questa categoria e, con l’arrivo dei Gen 3, diventano anche un prodotto da valutare con un occhio molto più attento al rapporto tra quello che fanno e quanto costano.

Non solo smart glasses

La prima cosa che ho capito utilizzando i Ray-Ban Meta Gen 2 è che il loro valore non sta nel fatto di avere una fotocamera dentro un paio di occhiali, ma nel punto di averla sempre nella posizione in cui guardo.

Per chi fa video è una differenza enorme. Con una videocamera tradizionale devo prendere l’attrezzatura, accenderla, inquadrarla, controllare quello che sto facendo e poi eventualmente rimetterla via. Qui invece basta premere il pulsante oppure utilizzare il comando vocale.

La fotocamera è da 12 megapixel, con registrazione video fino a 3K Ultra HD. Meta ha migliorato anche la cattura video rispetto alla generazione precedente, insieme alla gestione HDR.

Ray-Ban Meta Gen 2
Ray-Ban Meta Gen 2 · Credits: TecnoAndroid

Non significa che improvvisamente gli occhiali possano sostituire una mirrorless. Non è questo il loro scopo. Ma per una ripresa POV, un backstage, un momento di viaggio o semplicemente qualcosa che succede davanti a me e che non voglio perdere, il concetto è estremamente più naturale. Ed è proprio questa immediatezza, più ancora della qualità assoluta dell’immagine, a rendere interessanti i Gen 2.

Qualità video

La registrazione in 3K Ultra HD è una delle caratteristiche che distingue maggiormente i Gen 2 rispetto a molti altri occhiali smart. La prospettiva è ovviamente quella di chi li indossa. È un’inquadratura completamente diversa da quella che otterrei con una videocamera tenuta in mano e, proprio per questo, è interessante.

Per il mio lavoro la vedo soprattutto come una videocamera complementare. Posso registrare mentre cammino, mentre preparo qualcosa, durante un viaggio o mentre sto lavorando sul campo senza dover interrompere quello che sto facendo.

Il risultato ha anche quella componente inevitabilmente più spontanea che spesso manca alle riprese tradizionali. Non sto mettendo in scena la situazione: sto semplicemente vivendo quella situazione con una videocamera addosso. Per un filmmaker questa è probabilmente la cosa più interessante dei Ray-Ban Meta.

L’audio è l’altra metà dell’esperienza

I Ray-Ban Meta non sono soltanto una videocamera. Sono anche un dispositivo audio open-ear. Posso ascoltare musica e podcast, effettuare chiamate e interagire con l’assistente senza isolarmi completamente dall’ambiente circostante. Meta ha lavorato anche sul sistema audio rispetto alla prima generazione.

È una soluzione che trovo particolarmente sensata in movimento. Non devo necessariamente avere gli auricolari nelle orecchie e contemporaneamente posso continuare a sentire quello che succede intorno a me.

Ray-Ban Meta Gen 2
Ray-Ban Meta Gen 2 · Credits: TecnoAndroid

Anche qui, però, bisogna capire il prodotto per quello che è. Non li considero cuffie tradizionali e non li utilizzerei come sistema audio principale per un ascolto concentrato. Il vantaggio è la combinazione tra audio, fotocamera, microfoni e assistente vocale all’interno di un oggetto che continua a sembrare, prima di tutto, un paio di Ray-Ban.

Meta AI

L’altro elemento fondamentale è Meta AI. I Gen 2 permettono di interagire con l’assistente attraverso la voce, senza prendere lo smartphone. È una delle funzioni che sulla carta sembra meno importante e che invece, utilizzando gli occhiali per qualche giorno, diventa naturale. Il concetto è semplice: invece di interrompere quello che sto facendo per prendere il telefono, posso parlare direttamente agli occhiali.

La fotocamera diventa inoltre parte dell’interazione con l’intelligenza artificiale. Posso chiedere agli occhiali di guardare ciò che ho davanti e utilizzare quella capacità per ottenere informazioni. È qui che i Ray-Ban Meta smettono di essere semplicemente una videocamera indossabile e diventano un’interfaccia tra me, il mondo reale e l’AI.

Naturalmente alcune funzioni di Meta AI dipendono dal Paese, dalla lingua, dall’account Meta e dalla disponibilità del servizio. Per utilizzare gli occhiali è inoltre necessario uno smartphone compatibile, l’app Meta AI e una connessione Internet.

Design e estetica

Il motivo per cui questi occhiali funzionano meglio di tanti altri prodotti simili è banale: sembrano occhiali. Non ho la sensazione di indossare una piccola videocamera sulla faccia. Ho un paio di Ray-Ban, con tutti i vantaggi estetici e pratici che questo comporta.

Questo è fondamentale perché la tecnologia rimane nascosta nel design. La fotocamera è integrata nella montatura e c’è il LED che segnala quando gli occhiali stanno registrando, un elemento importante per rendere riconoscibile alle persone intorno la presenza della registrazione.

Ray-Ban Meta Gen 2
Ray-Ban Meta Gen 2 · Credits: TecnoAndroid

La custodia svolge inoltre anche il ruolo di caricatore e offre fino a 48 ore aggiuntive di autonomia. È un sistema che, nel complesso, ha una logica molto più vicina a quella di un normale paio di occhiali che a quella di un gadget tecnologico.

Batteria e autonomia

Uno dei miglioramenti più importanti rispetto alla prima generazione è proprio l’autonomia. Ray-Ban dichiara per i Gen 2 fino a 8 ore con uso moderato, mentre lo streaming audio continuo e l’utilizzo dell’assistente vocale possono ridurre l’autonomia fino a circa 5 ore. La custodia aggiunge fino a 48 ore. C’è anche la ricarica rapida: Meta dichiara il raggiungimento del 50% in circa 20 minuti.

Ray-Ban Meta Gen 2
Ray-Ban Meta Gen 2 · Credits: TecnoAndroid

Per il tipo di prodotto è un risultato importante. Gli occhiali non devono necessariamente accompagnarmi per giorni senza ricarica: devono essere abbastanza autonomi da poterli utilizzare durante una giornata normale senza trasformare la batteria in una preoccupazione costante.

Gen 2 contro Gen 3: quanto è cambiato davvero?

Ed eccoci al punto inevitabile di questa recensione. I Ray-Ban Meta Gen 3 sono stati presentati il 23 settembre 2026 e rappresentano un’evoluzione piuttosto conservativa del concetto Gen 2. La fotocamera rimane da 12 MP e il video arriva ancora a 3K Ultra HD.

Le differenze principali sono altrove. I Gen 3 arrivano fino a 9 ore di autonomia, quindi un’ora in più rispetto ai Gen 2. Passano inoltre da cinque a sei microfoni, con una riduzione dichiarata di oltre il 90% del rumore di fondo, e introducono un nuovo action button personalizzabile per accedere rapidamente a Meta AI o ad altre funzioni. Il design è più sottile e le aste hanno terminali regolabili professionalmente per migliorare la vestibilità.

Cambia anche la scelta delle montature: i Gen 3 sono disponibili in Wayfarer, Aviator e Zena, con 27 combinazioni tra colori e lenti. In Italia il catalogo ufficiale parte da 449 euro, mentre alcune configurazioni salgono ulteriormente di prezzo.

Il punto interessante è quindi che i Gen 3 non rendono improvvisamente obsoleti i Gen 2. La fotocamera di base rimane la stessa e anche il concetto generale non cambia.

Prezzo e conclusioni

I Ray-Ban Meta Gen 2 sono stati lanciati nel 2025 come evoluzione della prima generazione e hanno portato con sé soprattutto video 3K, autonomia fino a 8 ore, ricarica più rapida e nuove funzioni Meta AI. Oggi, con l’arrivo dei Gen 3, il loro interesse dipende inevitabilmente dal prezzo a cui vengono proposti dai vari rivenditori.

Dopo averli utilizzati, continuo a pensare che il valore dei Ray-Ban Meta non sia nella singola specifica tecnica. Non comprerei questi occhiali perché hanno una fotocamera da 12 MP o perché registrano in 3K. Li prenderei perché mettono una videocamera, un sistema audio e un assistente AI direttamente nel mio campo visivo senza costringermi a portare in mano un altro dispositivo.

Per chi fa video, viaggia o vuole semplicemente documentare quello che sta vivendo, questa è una differenza concreta. I Gen 3 appena annunciati aggiungono autonomia, un microfono, un nuovo pulsante e un design più raffinato. Ma il cuore dell’esperienza rimane quello introdotto dai Gen 2.

E proprio per questo, oggi i Ray-Ban Meta Gen 2 hanno ancora senso: soprattutto se il loro prezzo scende abbastanza rispetto ai 449 euro di partenza dei Gen 3 come abbiamo visto. A circa poco più di 200€ sono da prendere immediatamente: best buy.

Fonte: TecnoAndroid

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