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Xudabao 3, il reattore da 1.200 MW supera il test a freddo

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Il nuovo reattore nucleare da 1.200 MW in costruzione in Cina ha superato uno dei passaggi più delicati del suo percorso verso l’accensione, e la notizia arriva dalla provincia di Liaoning, dove l’unità 3 della centrale di Xudabao ha completato il cosiddetto test funzionale a freddo. Un traguardo che, tradotto in termini pratici, significa che l’impianto ha dimostrato di tenere insieme migliaia di componenti senza che nulla ceda, si allenti o perda per strada.

Chi non lavora nel settore può soltanto immaginare quanto sia complicato tirare su una macchina del genere. Non si tratta semplicemente di montare blocchi enormi di acciaio e cemento, come potrebbe suggerire l’immagine di un cantiere qualsiasi. Prima di caricare il combustibile e far partire la reazione bisogna verificare che tubazioni, valvole, pompe e circuiti dialoghino davvero tra loro, alla pressione e nelle condizioni previste dal progetto. E quando si parla di modelli di ultima generazione, con dimensioni fuori scala, il livello di difficoltà sale ancora.

Cosa significa il test funzionale a freddo per il reattore di Xudabao

Il test funzionale a freddo è quel momento in cui l’impianto viene messo sotto pressione senza combustibile a bordo, quindi senza alcuna reazione nucleare in corso. Serve a capire se il sistema primario e i circuiti collegati resistono alle condizioni operative, se le saldature tengono, se le valvole rispondono ai comandi. È una prova che arriva quando la parte grossa del montaggio è terminata, e superarla vuol dire che il cantiere entra in una fase più matura. Da qui in avanti il percorso resta lungo, ma il grosso delle incognite meccaniche è stato affrontato.

Per l’unità 3 di Xudabao il passaggio ha un peso particolare, perché non si tratta di un reattore qualsiasi. Il modello installato è un VVER-1200, progettazione russa, un reattore ad acqua pressurizzata di terza generazione con una potenza nell’ordine dei 1.200 MW. Una categoria di impianti che rappresenta l’evoluzione della famiglia VVER, la stessa architettura che la Russia esporta da anni e che in Cina ha trovato uno dei suoi mercati più significativi.

Tempi lunghi e avvio previsto nel 2027

I lavori sono cominciati nel luglio 2021, e già questo dato racconta molto della complessità dell’opera. L’entrata in servizio è attesa nel 2027, quindi parliamo di un cantiere che nel complesso occuperà circa sei anni tra prima colata di cemento e produzione di elettricità. Non è un ritardo, è la fisiologia di questo tipo di costruzioni, dove ogni fase deve essere certificata prima di poter passare alla successiva.

La sequenza che porta all’avvio prevede altri passaggi dopo la prova a freddo, dai test a caldo al caricamento del combustibile, fino alla prima criticità e alla connessione alla rete. Ognuno di questi momenti richiede controlli incrociati e autorizzazioni, perché su un reattore nucleare di questa taglia il margine di errore accettabile è praticamente inesistente.

Xudabao è uno dei siti su cui la Cina sta concentrando la propria espansione nel comparto atomico, con più unità in costruzione contemporaneamente e tecnologie diverse affiancate nello stesso complesso. L’unità 3, con il suo VVER-1200, è tra le più interessanti da seguire proprio perché unisce ingegneria russa e capacità realizzativa cinese su una scala di potenza che poche centrali al mondo raggiungono. Il completamento del test funzionale a freddo colloca quindi l’impianto in una fase avanzata del suo ciclo di vita costruttivo, con l’obiettivo dichiarato dell’allaccio alla rete elettrica fissato per il 2027.

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