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Xbox usa già l’IA nei giochi: l’accusa del manager al settore

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L’intelligenza artificiale fa già parte del lavoro che si svolge dietro le quinte dei giochi Xbox, e a dirlo non è un osservatore esterno ma una persona che conosce dall’interno le scelte dell’azienda. Si tratta di Brandon Stirrup, manager che in Xbox si occupa della strategia aziendale, intervenuto più volte su X per sostenere una posizione piuttosto netta. Questi strumenti vengono già impiegati nello sviluppo dei videogiochi, e il settore farebbe bene a smettere di girarci intorno.

Il ragionamento di Stirrup va oltre il caso specifico della divisione gaming di Microsoft. Secondo il dirigente, infatti, l’IA sta entrando sempre più a fondo nei processi produttivi dell’industria videoludica, solo che non tutti sembrano disposti ad ammetterlo apertamente. Molte aziende, a suo dire, si limiterebbero semplicemente a fingere di non ricorrere a queste tecnologie. Una presa di posizione espressa senza mezzi termini e senza troppe cautele, che per forza di cose era destinata ad accendere il dibattito.

Le parole di Stirrup e la reazione del pubblico

Le reazioni infatti sono arrivate in fretta e in gran numero. Le dichiarazioni del manager hanno raccolto parecchi commenti, tanto che lo stesso Stirrup ha poi scelto di disattivare il proprio account. Un epilogo che racconta bene quanto il tema sia delicato. Parlare di intelligenza artificiale nei videogiochi significa toccare un nervo scoperto per una parte degli appassionati, e farlo da una posizione di responsabilità all’interno di un marchio come Xbox finisce per dare un peso enorme a ogni singola parola.

C’è poi un aspetto che rende la vicenda ancora più interessante. Stirrup non si è limitato a dire che Xbox usa questi strumenti, ma ha puntato il dito su un atteggiamento che a suo avviso riguarda buona parte del settore. Il nodo, insomma, non sarebbe tanto l’esistenza di queste tecnologie quanto la trasparenza con cui le aziende scelgono di parlarne, o di non parlarne affatto. Ed è proprio questo passaggio, più ancora dell’ammissione sul fronte Xbox, ad aver fatto discutere.

Cosa vuol dire usare l’IA per creare un videogioco

Al di là delle polemiche, vale la pena capire che cosa significhi davvero affidarsi all’intelligenza artificiale durante la realizzazione di un titolo. Le applicazioni sono parecchie e coprono ambiti molto diversi tra loro. Si parte dalla generazione di codice, cioè la scrittura di porzioni del software che fa funzionare il gioco, e si arriva fino alla creazione di contenuti visivi come immagini e texture, le superfici grafiche che rivestono personaggi, oggetti e ambientazioni.

Il raggio d’azione però non si ferma alla parte tecnica e a quella grafica. Gli algoritmi possono intervenire anche sul fronte narrativo e sonoro, con la stesura di dialoghi e la produzione di voci sintetiche da assegnare ai personaggi. Si tratta di ambiti in cui il lavoro umano è sempre stato centrale, ed è anche per questo che la questione suscita reazioni così accese tra i giocatori e tra chi lavora nel settore.

Va detto che nessuno di questi strumenti, almeno per come vengono descritti, sostituisce del tutto il lavoro delle persone. Il loro compito principale è velocizzare alcune attività, soprattutto quelle più ripetitive o lunghe da portare a termine a mano. Agli sviluppatori resta comunque il compito di controllare quanto prodotto dalle macchine, verificarne la qualità e perfezionare i risultati prima che finiscano davvero nel gioco.

Fonte: TecnoAndroid

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