Windrose è il nome che sta facendo impazzire la community dei videogiocatori appassionati di avventure piratesche. Il gioco open world dedicato alla navigazione e all’esplorazione dei mari ha conquistato una visibilità enorme in pochissimo tempo, e gli sviluppatori non hanno nascosto quale sia stata la loro fonte di ispirazione principale: Assassin’s Creed Black Flag, definito senza mezzi termini come il miglior gioco di pirati di tutti i tempi.
Una dichiarazione che dice tantissimo sull’ambizione del progetto e su cosa i giocatori possono aspettarsi da questo titolo che ha già fatto parlare di sé in modo virale.
L’eredità di Black Flag e la visione degli sviluppatori
Quando si parla di giochi a tema piratesco, Assassin’s Creed Black Flag resta un punto di riferimento imprescindibile. Uscito ormai più di dieci anni fa, quel capitolo della saga Ubisoft ha lasciato un segno profondo in chiunque abbia mai sognato di solcare i Caraibi al timone di un veliero, con il vento tra le vele e una ciurma pronta a intonare shanty. E gli sviluppatori di Windrose lo sanno bene, visto che hanno ammesso apertamente di aver tratto ispirazione proprio da quel titolo per costruire la loro esperienza di gioco.
Il producer del progetto ha spiegato che Windrose nasce come una combinazione tra ciò che il team voleva creare e ciò che, secondo la loro visione, i giocatori avrebbero voluto giocare. Un equilibrio che non è mai facile da trovare, soprattutto quando ci si confronta con un genere che ha un re indiscusso come Black Flag. Eppure il riscontro ottenuto finora sembra dare ragione a questa filosofia di sviluppo: il gioco è diventato virale ancora prima di raggiungere la sua forma definitiva, segno che la fame di avventure marinare in open world è tutt’altro che esaurita.
C’è qualcosa di interessante nel modo in cui il team ha deciso di approcciarsi al progetto. Non si tratta di una copia, né di un tentativo di replicare pedissequamente la formula di Assassin’s Creed. Piuttosto, Windrose sembra voler raccogliere quell’eredità e portarla in una direzione che risponde alle aspettative di una community che, per anni, ha chiesto a gran voce un successore spirituale di Black Flag.
Un gioco di navigazione che punta a conquistare i giocatori
Il fascino di Windrose sta nella sua capacità di intercettare un desiderio che molti giocatori coltivano da tempo. Dopo Skull and Bones, che non ha convinto del tutto la platea, e dopo anni senza un vero erede del trono piratesco, l’arrivo di un titolo che dichiara senza imbarazzo la propria ammirazione per Black Flag suona come una promessa. Gli sviluppatori hanno capito che il pubblico voleva esattamente questo: un’avventura di pirati in un mondo aperto, con libertà di esplorazione, battaglie navali e quel senso di scoperta che solo il mare aperto sa regalare.
Il fatto che Windrose sia già diventato un fenomeno virale prima ancora di completare il suo percorso di sviluppo è un dato che non va sottovalutato. Significa che il mercato è affamato di questo tipo di esperienza e che il team ha saputo comunicare nel modo giusto la propria visione. La dichiarazione del producer, che descrive il gioco come il risultato di un dialogo continuo tra le ambizioni creative del team e le aspettative dei giocatori, racconta un approccio allo sviluppo molto consapevole.