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Quando parla una persona come Donald Trump, le sue parole possono fare eco in tutto il mondo in poco tempo e anche questa volta infatti è successo proprio così. In queste ore si sta discutendo tanto infatti della definizione che il presidente americano ha riservato al numero uno di Google.
Donald Trump ha definito infatti Sundar Pichai come un “mostro“, la frase ha subito attirato l’attenzione. Una parola così forte, rivolta al vertice di uno dei colossi della tecnologia, sembrava annunciare uno scontro aperto. Le cose però stanno diversamente, perché l’uscita aveva un obiettivo molto più leggero e puntava soltanto a strappare qualche risata.
Una battuta e non un attacco: la precisazione
Il termine “mostro” va letto come una battuta e non come un’accusa. Nessuna polemica e nessuna presa di posizione contro il numero uno di Google, quindi. Il tono era scherzoso e l’intento era divertire chi ascoltava, senza alcuna volontà di colpire il dirigente dell’azienda.
Il peso delle parole di Trump
Quando a parlare è Trump anche uno scherzo finisce facilmente sotto i riflettori, soprattutto se coinvolge il capo di una realtà come Google. In questa occasione tuttavia l’espressione è rimasta nel campo dell’ironia, pensata appunto per far ridere.
Fonte: TecnoAndroid








