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Windows 11 26H2: meno RAM e più reattività secondo i primi utenti

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Windows 11 26H2 rischia di passare inosservato, eppure le prime segnalazioni degli utenti raccontano una storia diversa. Sulla carta si tratta di un aggiornamento piuttosto marginale, ma chi lo ha già installato parla di prestazioni migliori e di un’esperienza d’uso quotidiano più piacevole. Il sistema operativo sembrerebbe infatti più parsimonioso nel consumo di RAM, oltre che decisamente più reattivo e veloce nelle operazioni di ogni giorno.

Prima di correre a scaricarlo conviene però capire come funziona davvero questo rilascio, perché ha una natura un po’ particolare e chi si aspetta una valanga di novità potrebbe restare deluso. Non c’è nessuna rivoluzione nel senso classico del termine e il motivo sta tutto nel modo in cui Microsoft ha scelto di distribuire le proprie funzioni negli ultimi tempi. Capire questo passaggio aiuta anche a interpretare meglio i commenti entusiasti che circolano tra gli utenti.

Cos’è un enablement package e perché conta

Microsoft definisce Windows 11 26H2 un enablement package. Detto in parole semplici, il pacchetto non porta grandi quantità di codice nuovo ma si limita ad accendere funzionalità e miglioramenti che gli sviluppatori avevano già distribuito nei mesi precedenti. Una scelta coerente con la strada intrapresa dall’azienda, sempre più orientata verso una distribuzione continua e graduale degli aggiornamenti.

Il risultato è una situazione curiosa. Ogni novità è già presente sul computer, solo che per alcuni utenti resta inerte mentre per altri è attiva e funzionante. Due PC con lo stesso sistema possono quindi comportarsi in modo diverso, a seconda di quali funzioni siano state abilitate. Il nuovo aggiornamento interviene proprio qui e abilita tutto a tutti, riportando ogni macchina allo stesso livello delle altre. Chi aveva già ricevuto buona parte delle novità potrebbe notare differenze minime, chi invece era rimasto indietro rischia di percepire un salto più evidente.

Low Latency Profile, la novità che punta sulla reattività

Tra le funzioni che arrivano a tutti, una delle più interessanti sul fronte delle prestazioni è il Low Latency Profile. Si tratta di una tecnologia pensata per migliorare la percezione di velocità durante le azioni più comuni, quelle che si ripetono continuamente davanti allo schermo senza nemmeno farci caso.

Il meccanismo è piuttosto lineare. Quando l’utente apre il menu Start, lancia la ricerca di Windows, richiama il Centro notifiche oppure avvia un’applicazione, il sistema alza temporaneamente la frequenza del processore per uno o più secondi. In questo modo l’operazione viene completata nel minor tempo possibile, dopodiché la CPU torna a uno stato di riposo. Nessuna spinta costante, quindi, ma brevi accelerazioni mirate nei momenti in cui servono davvero.

Fonte: TecnoAndroid

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