Widow’s Bay è arrivato in ritardo sui radar, ma merita ogni minuto speso a recuperarla. La serie, disponibile su Apple TV da qualche mese, mescola due cose che di solito non vanno d’accordo: il terrore puro e la commedia. Eppure funziona, e funziona alla grande. Tanto che si può tranquillamente dire che sia una delle serie migliori dell’anno.
La curiosità nasce soprattutto da chi c’è dietro. La creatrice è Katie Dippold, nata nel 1980 nel New Jersey. Magari il nome non dice molto, ma basta sapere che è stata una delle penne principali e montatrice della splendida Parks and Recreation tra il 2009 e il 2012 per cambiare prospettiva. Dippold arrivava da film come la versione femminile di Ghostbusters, quella che tutti hanno snobbato ma che ha i suoi estimatori, oppure Magione stregata per Disney o Corpi speciali con Sandra Bullock. Lavori, diciamolo, più alimentari che altro. E all’improvviso eccola su Apple con una serie horror. Una svolta che incuriosisce parecchio.
Come una serie sul sindaco dell’isola di Lo squalo
Il modo più semplice per spiegare Widow’s Bay è immaginare una serie costruita attorno al sindaco dell’isola dove succede tutto in Lo squalo. Su quest’isola il sindaco vuole solo che arrivi più gente e che il posto diventi attraente, ma poi capita qualcosa di brutto. E attenzione, è pure mutante.
Qui il sindaco si chiama Tom Loftis e a dargli volto è un Matthew Rhys straordinario, già protagonista di The Americans. Questo è il secondo grande motivo per guardare la serie. Sa passare da momenti drammatici e terrificanti a un umorismo folle e assurdo con una naturalezza che lascia a bocca aperta. Accanto a lui un cast notevole: Stephen Root nei panni di Wick, il paesano che nessuno ascolta quando avverte che c’è qualcosa che non va, e soprattutto Kate O’Flynn nel ruolo di Patricia, il personaggio più riuscito di tutta la serie e una vera rivelazione. Un’attrice già vista altrove, ma mai con questa potenza. Gestisce il patetismo, la tragedia, una comicità irresistibile, momenti di terrore e si trasforma persino in un’impressionante action woman.
Un copione pieno di dettagli
La cosa davvero geniale di Widow’s Bay è che, pur essendo una serie horror in cui accadono cose realmente spaventose, non perde mai il suo enorme senso dell’umorismo. Questo equilibrio è quasi impossibile da raggiungere. Spingi troppo sulla commedia e l’orrore non colpisce mai, calchi troppo sul terrore e le battute perdono la loro forza. Da un episodio all’altro la minaccia che incombe sul paese cambia, e ogni puntata si rifà a un sottogenere diverso del cinema horror. Ci sono omaggi diretti a Carpenter e Stephen King, c’è lo slasher, la stregoneria, l’horror apocalittico delle tempeste, le case infestate e, i preferiti, due episodi di folk horror davvero incredibili.
Il vero prodigio è la sceneggiatura. Ci sono trecentomila e passa dettagli su cui soffermarsi in ogni capitolo. Un esempio su tutti: ogni volta che compare un video su una televisione analogica, una cassetta VHS in un museo o una pellicola in 16 millimetri, c’è di che restare a bocca aperta. Apple TV non ha risparmiato un solo centesimo nel mettere insieme la squadra artistica che ha dato vita a questa serie. Quando funzionano la creatrice, gli attori, i sottogeneri e la regia, il risultato è un megahit da non perdere. Chi la guarda si diverte un sacco. Parola.