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Chrome, il falso aggiornamento critico nasconde una truffa

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Il popup che invita a installare un aggiornamento critico di Chrome non ha niente a che fare con un aggiornamento reale, e la sua comparsa improvvisa su browser come Brave o Opera è il primo indizio che qualcosa non torna. Si tratta di un tentativo di truffa costruito per far scaricare un file malevolo sul computer, e il punto più fastidioso della faccenda è che la responsabilità ricade su un’estensione installata magari mesi prima, ormai dimenticata e considerata affidabile. Il meccanismo è stato ricostruito da un utente che si è imbattuto nel problema e ha risalito la catena fino all’origine.

Il messaggio si presenta con formule come “Critical Update Required” oppure “Update available“, scritte in inglese e con quel tono di urgenza che punta a far cliccare senza pensare. Cliccando, però, nessun aggiornamento parte: sul computer finisce direttamente un file con estensione .vbs o .exe, potenzialmente pericoloso. Il browser in sé resta pulito, ed è proprio questo che rende la trappola difficile da individuare.

Perché l’antivirus non segnala niente

La spiegazione sta nel modo in cui il falso aggiornamento viene generato. L’estensione compromessa contatta in silenzio un server esterno, recupera da lì gli script necessari e li inietta nella sessione di navigazione, facendo comparire la notifica fasulla come se arrivasse dal browser stesso. Nessun malware è ancora presente sul sistema, quindi una scansione completa dell’antivirus non trova assolutamente nulla. Il codice dannoso arriva soltanto dopo, nel momento esatto in cui si clicca e si scarica il file proposto.

C’è un dettaglio che smaschera l’inganno in modo definitivo. Il popup chiede di aggiornare Chrome anche a chi sta navigando con Brave o con Opera, browser che con Chrome non condividono il canale di aggiornamento. Un avviso legittimo non commetterebbe un errore del genere, perché saprebbe perfettamente su quale software sta girando. Quello che si vede è invece uno script generico, riciclato e sparato addosso a chiunque usi un browser basato su Chromium.

Le estensioni finite nel mirino

Gli utenti colpiti hanno provato a identificare i colpevoli. In passato il dito era stato puntato su QuickLens, l’estensione per cercare con Google Lens, poi effettivamente rimossa dal Chrome Web Store. Più recentemente i sospetti si sono spostati su “Enable Right Click & Copy Smart Unlock + OCR” e su altri strumenti di utilità dello stesso genere. Quest’ultima è ancora scaricabile dallo store, conta 70.000 download e mantiene una valutazione di 4,7 su 5, segno che la grande maggioranza di chi la usa non ha collegato i popup all’estensione.

Dietro casi simili c’è una dinamica ricorrente. Capita che sviluppatori cedano il proprio account, e che chi compra un’estensione già legittima e già installata su decine di migliaia di computer inizi a spingere aggiornamenti silenziosi. I controlli iniziali del Web Store sono stati superati tempo prima, la fiducia è già stata concessa, e da quel momento l’estensione può fare da ponte per qualunque contenuto arrivi dal server remoto. Un antivirus, per quanto aggiornato, non ha modo di intercettare in anticipo qualcosa che non è ancora arrivato.

Come uscirne senza fare danni

La regola più semplice: davanti a questi popup non va cliccato niente, e nessun file eventualmente scaricato deve essere eseguito. Se il dubbio resta, la verifica va fatta manualmente entrando nel menu del browser, dove eventuali aggiornamenti in sospeso vengono sempre mostrati.

Quando le notifiche continuano a ripresentarsi, l’unica strada è disattivare le estensioni una alla volta, cominciando dalle più recenti o da quelle di nicchia legate alla produttività, fino a quando il popup smette di comparire. Una revisione periodica di ciò che gira dentro il browser, allo stesso modo in cui si controllano di tanto in tanto le impostazioni di sicurezza del router, può fare la differenza tra un pomeriggio tranquillo e un file .exe eseguito per distrazione.

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