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Wi-Fi lento? Colpa dei beacon a 1 Mbps: come risolverlo subito

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Capita di avere un router Wi-Fi di ultima generazione, magari Wi-Fi 6, 6E o addirittura 7, con portatili e console capaci di viaggiare a velocità gigabit, e ritrovarsi comunque con pagine che si caricano a fatica, picchi di latenza improvvisi e videochiamate che singhiozzano. Il colpevole, quasi sempre, non è la linea internet ma un fenomeno che in gergo si chiama airtime starvation, cioè il tempo di trasmissione radio divorato dai dispositivi più vecchi e dalle impostazioni di compatibilità che praticamente tutti i router di fascia consumer portano ancora con sé. La buona notizia è che si sistema in una decina di secondi, cambiando un paio di voci nel pannello di configurazione.

Il punto di partenza è capire come funziona davvero la connessione senza fili. Il Wi-Fi è un mezzo condiviso e half duplex, basato sul principio dell’accesso multiplo con rilevamento della portante e prevenzione delle collisioni. Tradotto in parole semplici, su un dato canale può trasmettere un solo dispositivo alla volta, sia in invio che in ricezione. Non conta quanto sia potente il computer da gaming, se lo spettro radio è occupato da una trasmissione lenta tutti gli altri restano in coda ad aspettare.

Perché i beacon a 1 Mbps rovinano la festa

Ogni router trasmette dei beacon frame circa dieci volte al secondo, a intervalli di 100 millisecondi, per annunciare il nome della rete, le velocità supportate e i parametri di sicurezza. Il problema è che, per garantire la compatibilità con hardware del 1999 e con lo standard 802.11b, questi pacchetti vengono spediti alla velocità minima possibile, 1 o 2 Mbps, usando la vecchia modulazione DSSS. Un beacon da 500 byte trasmesso a 1 Mbps occupa 54 volte più tempo radio rispetto allo stesso pacchetto inviato a 54 Mbps o a 144 Mbps.

Su una banda 2.4 GHz affollata, con la rete principale, quella ospiti e quella dedicata ai dispositivi smart, il solo traffico di gestione legacy può mangiarsi tra il 15% e il 30% della capacità wireless totale. E questo prima ancora che venga trasferito un singolo pacchetto di dati utili.

C’è poi il capitolo dispositivi lontani, quello che viene chiamato l’effetto del bordo appiccicoso. Quando uno smartphone o una presa smart si allontana fino ai margini della copertura, negozia schemi di modulazione sempre più bassi. Se il router consente il ripiego a 1 Mbps, quel dispositivo resta agganciato e impiega fette enormi di tempo per spedire pacchetti minuscoli, mentre tutto il resto della rete aspetta. Il paradosso è che quel client, nel frattempo, ha comunque un segnale a malapena utilizzabile. Alzando la soglia minima si ottiene l’effetto opposto e più sano, cioè la disconnessione pulita e il passaggio a un access point più vicino oppure alla rete cellulare.

Le impostazioni da toccare, firmware per firmware

Le voci da cercare sono sostanzialmente tre, ovvero la minimum data rate, la basic rate e il supporto 802.11b, che in alcune interfacce compare come multicast rate tra le impostazioni wireless avanzate.

Su un router Asus, anche con firmware Merlin, il percorso è Wireless, poi Professional, poi Modulation Scheme, impostando OFDM only, oppure portando il Basic Rate a 12 o 24 Mbps. Con firmware UniFi o Omada si passa da Settings, Wi-Fi, Advanced, sezione 2.4 GHz, e si sposta il Minimum Data Rate Control da 1 Mbps a 12 Mbps, con 6 Mbps come alternativa nelle reti molto dense. Su OpenWRT si va in Network, Wireless, Edit Device, Advanced Settings, escludendo le velocità 1, 5.5 e 11 Mbps, con il sistema che si assesta automaticamente da 12 Mbps in su. Chi ha TP-Link o Netgear può semplicemente disattivare la modalità legacy 802.11b e g, lasciando attiva la modalità mista n, ac e ax.

La soglia dipende dalla banda. Sui 2.4 GHz un minimo di 12 Mbps è sicuro per praticamente tutti i dispositivi smart moderni, mentre 6 Mbps è la scelta prudente per non lasciare indietro nulla. Sui 5 GHz si può salire a 12 o 24 Mbps, ma solo con client 802.11a, n, ac e ax. I valori di fabbrica restano conservativi per un motivo commerciale, cioè evitare richieste di assistenza da parte di chi usa apparecchi da museo. Basta aprire il portale web del router, disattivare le velocità legacy e portare la basic data rate a 12 Mbps.

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