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Chi usa WhatsApp tutti i giorni si ritroverà presto con due strumenti in più per blindare il proprio account, perché l’app di messaggistica di Meta ha annunciato martedì l’arrivo delle password al posto dei vecchi PIN e la possibilità di registrare più passkey su dispositivi diversi. Nello stesso pacchetto di novità c’è anche una funzione pensata per le chiamate in arrivo da numeri sconosciuti, che ora mostreranno qualche informazione in più su chi sta chiamando, per esempio se il numero proviene da un altro Paese.
Non è la prima mossa in questa direzione. Negli ultimi mesi l’azienda ha introdotto uno strumento di avviso contro le truffe, capace di segnalare i messaggi sospetti in arrivo, e verso la fine di giugno aveva annunciato la possibilità di creare nomi utente per non dover più esporre il proprio numero di telefono. WhatsApp, nato nel 2009, resta l’app di messaggistica più usata al mondo con oltre 2 miliardi di utenti attivi, davanti a Facebook Messenger, Snapchat e Telegram.
Dal PIN a sei cifre alla password vera e propria

Dall’inizio del 2017 chi installa l’app su un nuovo telefono o deve verificare il proprio numero si trova davanti al classico PIN a sei cifre. Ora quel codice può essere sostituito da una password composta da numeri, lettere e caratteri speciali. Chi si trova bene con il vecchio sistema può tranquillamente tenerlo, nessuno obbliga al cambio.
I requisiti sono piuttosto semplici, almeno otto caratteri con dentro almeno un numero e almeno una lettera. Per crearla basta entrare nelle Impostazioni di WhatsApp, andare su Account e poi su Password. Vale la pena ricordare che PIN e password fanno parte della verifica in due passaggi, quella funzione opzionale che chiede prima un codice via SMS e poi il codice personale per aprire l’app. Due lucchetti invece di uno, insomma.
Più passkey e chiamate meno anonime
La seconda novità riguarda le passkey, cioè impronte digitali, riconoscimento del volto e codici di sblocco dello schermo usati al posto di PIN o password per accedere all’app o registrare un nuovo dispositivo. Fino a ora se ne poteva usare una sola, adesso è possibile averne più di una tra Android e iOS. Tradotto in pratica, si può sbloccare WhatsApp su iPhone con il volto e usare l’impronta sul tablet Android. Il percorso da seguire sul telefono è Impostazioni, poi Account, poi Passkey.
Sul fronte delle chiamate, chi usa un telefono Android vedrà ora qualche dettaglio in più quando squilla un numero che non è in rubrica, come la provenienza da un altro Paese o l’eventuale presenza di gruppi in comune. Un dettaglio che sembra piccolo ma che, secondo l’esperto di cybersicurezza Joseph Steinberg, autore di Cybersecurity for Dummies e docente alla Columbia University, cambia parecchio le cose. “Se ricevi una chiamata e qualcuno dice che siete nello stesso gruppo, quante persone controllano davvero che non sia un truffatore? Questo aiuta a prevenire quel tipo di truffa”, ha spiegato Steinberg, aggiungendo che se l’utente è effettivamente nel gruppo l’app lo indica. Per lui la misura “migliora sicuramente le cose”, anche se non è chiaro se dietro le modifiche ci sia una violazione o un episodio specifico. Il ragionamento resta comunque semplice, avere una sicurezza più solida conviene sempre quando non ci sono effetti collaterali.
Il vero rischio resta l’inganno
Al netto delle nuove protezioni, va detto che gli account non vengono quasi mai violati perché qualcuno ruba il PIN o intercetta gli SMS. La piattaforma di cybersicurezza Keepnet Labs sostiene che la maggior parte degli attacchi nasce da utenti convinti con l’inganno a consegnare informazioni sensibili, spalancando così la porta ai malintenzionati.










