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I van Waymo Ojai sono ufficialmente aperti a tutti, senza più liste ristrette o accessi limitati, e da oggi chiunque prenoti una corsa a Los Angeles, Phoenix e San Francisco può ritrovarsi a bordo di uno di questi mezzi senza conducente. L’annuncio è arrivato il 19 agosto 2026 dall’azienda controllata da Google, che ha scelto i social per raccontare i punti forti del modello: spazio interno abbondante e un sistema di intrattenimento pensato per chi siede dietro, visto che davanti, di fatto, non siede nessuno.
Il passaggio non arriva a sorpresa. Le prime corse con questo veicolo erano già partite all’inizio dell’anno nelle stesse tre città, ma con disponibilità ridotta e prenotazioni contingentate. Ora il rubinetto è aperto del tutto, e il van entra a pieno titolo nella flotta di robotaxi che circola quotidianamente sulle strade californiane e dell’Arizona.
Waymo Ojai: un van costruito apposta per la guida autonoma
La differenza rispetto alle berline che hanno reso riconoscibile il marchio sta tutta nell’impostazione. Il modello Ojai nasce già come veicolo per la guida autonoma, non come auto adattata dopo, e questo si traduce in un abitacolo organizzato attorno ai passeggeri invece che attorno al posto di guida. Più spazio per le gambe, più spazio per i bagagli, schermi e contenuti a disposizione di chi viaggia sui sedili posteriori.
C’è anche una piccola stranezza che vale la pena segnalare: il nome richiama Ojai, cittadina della California, ma proprio lì il servizio non è ancora attivo. Una scelta di marketing curiosa, considerando che la mappa operativa dell’azienda si concentra su aree metropolitane ben più grandi.
L’apertura generalizzata del van è il secondo annuncio di espansione in pochi giorni. Poco prima, infatti, era arrivato il via libera delle autorità per portare le vetture senza conducente sulle strade di Sacramento e San Diego, due mercati nuovi che allargano ulteriormente la presenza in California. Una crescita che procede a ritmo sostenuto, città dopo città, con un modello ormai collaudato: prima autorizzazioni e test, poi corse limitate, infine l’accesso libero per tutti.
Le ombre degli ultimi mesi tra autostrade e richiami
Non tutto però è filato liscio nel percorso recente dell’azienda. Le corse in autostrada, introdotte come opzione in alcune città a partire da novembre, hanno avuto vita breve: il servizio sulle tratte ad alta velocità è stato sospeso a maggio, dopo che alcuni veicoli della flotta sono finiti dentro cantieri chiusi al traffico. È seguito un richiamo dei mezzi coinvolti, con tutte le verifiche del caso.
L’accesso alle autostrade è tornato disponibile soltanto a luglio, dopo mesi di stop. Un episodio che ha pesato sull’immagine di un servizio che punta molto sulla percezione di affidabilità, e che ha ricordato quanto sia delicato l’equilibrio tra espansione commerciale e gestione degli imprevisti sulla strada.
Nel frattempo la flotta continua a crescere e i van entrano nella rotazione quotidiana insieme alle altre vetture. Chi apre l’applicazione a Los Angeles, Phoenix o San Francisco non sceglie necessariamente il modello: il sistema assegna il veicolo disponibile, e ora tra le opzioni possibili c’è anche Waymo Ojai con la sua configurazione più capiente.
Resta il fatto che le tre città restano il cuore dell’operazione, mentre Sacramento e San Diego rappresentano il prossimo passo concreto sulla mappa californiana del servizio senza conducente.










