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Chi ha comprato una copia di Wardogs contando sulla condivisione familiare di Steam si è ritrovato davanti a una porta chiusa: lo sparatutto in prima persona di Bulkhead ha disattivato il supporto allo Steam Family Sharing, la funzione di Valve che permette ai membri di uno stesso nucleo familiare di usare una sola licenza, pur non in contemporanea. Una scelta arrivata di colpo, in pieno slancio commerciale, e legata a un problema tanto vecchio quanto fastidioso per qualsiasi gioco competitivo: i cheater che tornano a giocare dopo essere stati banditi.
Il blocco e la questione dei ban aggirati
La modifica è diventata effettiva venerdì 18 settembre. Lo studio l’ha spiegata in modo diretto, parlando di sicurezza e di regolarità delle partite: diversi account stavano sfruttando la condivisione familiare per aggirare i provvedimenti disciplinari, con l’obiettivo dichiarato di barare e rovinare le sessioni degli altri. “Abbiamo disabilitato la funzione per aiutare a proteggere i giocatori onesti”, si legge nella comunicazione di Bulkhead, che ringrazia anche chi ha inviato segnalazioni, definendole utili per mantenere l’integrità del gioco.
Sul punto è intervenuto anche Joe Brammer, amministratore delegato dello studio e produttore esecutivo, con un commento asciutto affidato ai social: il prezzo di circa 35 euro è il miglior sistema anti cheat che esista. Traduzione libera: chi viene bannato deve mettere mano al portafoglio un’altra volta, e la cosa tende a scoraggiare i recidivi. Per ora non è stato chiarito se la condivisione tornerà disponibile in futuro, magari con soluzioni già viste in altri titoli competitivi come Arc Raiders, dove le sanzioni per cattiva condotta si estendono a tutti gli account collegati al gruppo familiare.
Due milioni di copie e il momento dei feedback seri
Il contesto, va detto, è tutt’altro che critico dal punto di vista dei numeri: Wardogs ha venduto 2 milioni di copie in cinque giorni su Steam, un debutto che in molti avrebbero firmato a occhi chiusi. Proprio per questo la mossa sulla condivisione familiare ha fatto rumore, perché tocca una fetta di utenti che con il cheating non ha nulla a che fare e che si ritrova comunque penalizzata. Il classico effetto collaterale delle misure larghe, insomma. Brammer, intanto, sta tenendo aperto il canale con la community e non sembra volersi raccontare favole. Ha detto che è arrivato “il momento delle discussioni serie e dei feedback”, mettendo le mani avanti su quello che considera un passaggio inevitabile: l’umore attorno al gioco si sta preparando a diventare più negativo, man mano che le persone cominceranno a puntare il dito sui difetti o sulle stranezze del titolo. Un atteggiamento raro, in un settore dove l’entusiasmo del lancio viene di solito cavalcato fino all’ultima goccia.
Sul fronte dei contenuti, lo studio guarda avanti. La Stagione 2 è attesa a circa un mese dal lancio, e secondo il CEO gli aggiornamenti stagionali non vanno letti come un semplice azzeramento dei progressi. L’idea è tenere vive le dinamiche di gioco: “Ogni stagione cambiamo un po’ le cose e le rendiamo leggermente diverse, oltre ad aggiungere nuovi contenuti come armi e veicoli”, ha spiegato, precisando che alcuni elementi potrebbero anche essere rimossi, proprio per garantire un minimo di varietà tra un ciclo e l’altro.
Fonte: TecnoAndroid








