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Volkswagen pickup made in USA in arrivo entro fine decennio

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Il ritorno di Volkswagen nel segmento dei pickup americani sembra ormai una questione di tempo, con un mezzo costruito direttamente negli Stati Uniti che dovrebbe arrivare sul mercato entro la fine del decennio. Dalla Germania trapelano indiscrezioni piuttosto precise su un progetto che punta dritto verso uno dei territori più redditizi dell’intera industria a quattro ruote, quello dei camioncini di media taglia tanto amati oltreoceano.

Per capire quanto conti questa mossa basta guardare i numeri. Il marchio di Wolfsburg ha passato decenni a corteggiare gli acquirenti americani con hatchback, berline, SUV e più recentemente auto elettriche, raccogliendo risultati a dir poco altalenanti. La quota di mercato negli Stati Uniti resta ferma a un modesto 4 percento, una fetta che nuove figure ai vertici vorrebbero far crescere ripensando da zero l’intera gamma. Ed ecco che spunta l’idea di un pickup, il veicolo che gli americani, semplicemente, non riescono a smettere di comprare.

Un midsize costruito in Tennessee per aggirare i dazi

L’ultima volta che Volkswagen ha venduto un truck negli Stati Uniti risale al 1984, quando andò in pensione il pickup basato sulla Rabbit dopo cinque anni di onorata carriera. Da allora nulla, nonostante modelli come Amarok abbiano continuato a girare in altri mercati senza mai approdare ufficialmente nei concessionari americani. Il concept Atlas Tanoak aveva fatto sognare qualcuno, ma è rimasto appunto un concept.

Adesso il piano parla chiaro. La produzione dovrebbe avvenire nello stabilimento già esistente in Tennessee, quello di Chattanooga, dove la fabbricazione della ID.4 si è fermata prima del previsto. Costruire il mezzo in loco significa evitare i dazi che gravano sui pickup importati, gli stessi che nel lontano 1971 avevano affossato le vendite del vecchio pickup basato sul Bus. E poi c’è la questione dei costi. Sviluppare da zero un body on frame nuovo di zecca è un’impresa costosa, e per questo una collaborazione appare la strada più probabile.

La pista Ford e il legame con Ranger

Il candidato naturale porta un nome preciso, Ford. Le due aziende hanno già un rapporto solidissimo che attraversa Europa e Sudafrica. L’ultima Amarok è di fatto una Ford Ranger sotto la carrozzeria, mentre il Transporter europeo nasce sul Transit. In cambio, Ford ha usato la piattaforma elettrica MEB di Volkswagen per Explorer e Capri destinate al mercato europeo.

Un accordo simile permetterebbe di accorciare drasticamente i tempi di sviluppo, offrendo una base già collaudata e capace di reggere il confronto in uno dei segmenti più competitivi d’America. C’è persino chi immagina un possibile gemellaggio con il Fathom elettrico di Ford, mezzo da circa 27mila euro, anche se le indiscrezioni non lo confermano.

Un pickup da solo, però, non basterà a ribaltare le sorti del marchio. Diversi tra i modelli più venduti negli Stati Uniti arrivano ancora dal Messico, esposti quindi alle tariffe, e l’intera gamma è finita sotto esame mentre i dirigenti cercano la formula giusta per parlare davvero al pubblico americano. Tra le ipotesi circola anche un SUV di grandi dimensioni, presumibilmente collocato sopra l’Atlas, e pure qui il contributo di Ford potrebbe rivelarsi decisivo.

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