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VLC lento su Windows 11: colpa di Defender o della cache?

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Capita che VLC impieghi anche mezzo minuto per far partire un banale file MP3 su Windows 11, e la tentazione di dare la colpa al computer è forte. Solo che il computer, spesso, non c’entra nulla. Il ritardo si consuma prima ancora che il lettore inizi a decodificare l’audio, in una fase preliminare dell’avvio che passa completamente inosservata all’utente. VideoLAN ha puntato il dito su una possibile interazione tra il player e Microsoft Defender, in particolare nel momento in cui viene caricata la cache dei plugin.

Le segnalazioni raccolte, però, raccontano una storia meno lineare. Rallentamenti dello stesso tipo sono comparsi anche su Windows 10, e in diversi casi si sono risolti semplicemente ricreando il file plugins.dat. Il che suggerisce che la questione non sia riducibile a un unico colpevole. Prima di mettere mano alle impostazioni dell’antivirus, insomma, conviene controllare lo stato della cache e dell’installazione del programma.

Cosa succede davvero durante l’avvio di VLC

Il funzionamento di VLC si regge su un numero notevole di plugin dinamici, che gestiscono codec, formati, protocolli di rete e sistemi di output. Analizzare l’intera cartella a ogni singolo avvio sarebbe uno spreco di tempo, quindi il programma conserva in un file chiamato plugins.dat l’elenco dei moduli disponibili insieme alle informazioni che servono per caricarli in fretta. Una scorciatoia, in sostanza.

Quando quella scorciatoia si rompe, e cioè quando la cache risulta danneggiata, incoerente oppure non viene letta correttamente, VLC ripiega su una scansione ricorsiva della directory dei plugin. In condizioni normali è un’operazione che dura pochissimo. Su alcuni PC Windows, invece, si trasforma in un’attesa di 20 o 30 secondi prima che parta la riproduzione. Il file MP3 resta lì, fermo, mentre il lettore sta facendo tutt’altro.

L’ipotesi di VideoLAN è che Defender possa rallentare l’accesso ai file proprio durante questa fase, andando ad analizzare la cache o i moduli che il player tenta di caricare. Il risultato è un ritardo tutt’altro che trascurabile. Attenzione però a non trasformare il software di sicurezza nel capro espiatorio universale: in una parte dei casi è bastato ricostruire plugins.dat, in altri sono serviti interventi diversi.

Un dettaglio interessante riguarda le configurazioni su cui il fenomeno si è manifestato. Sono stati coinvolti anche sistemi tutt’altro che modesti, con processori Ryzen 9 e memoria DDR5. Difficile parlare di limite hardware, quindi. Molto più credibile che il nodo stia nell’inizializzazione, nel filesystem o nei controlli di sicurezza che agiscono in quel frangente.

Le soluzioni possibili senza abbassare la guardia

Il primo tentativo, il più sensato, passa dalla rigenerazione della cache dei plugin. Nella cartella di installazione di VLC si trova un eseguibile chiamato vlc-cache-gen.exe, che ricostruisce plugins.dat analizzando i moduli effettivamente presenti. Se il file era corrotto o semplicemente non più allineato all’installazione, questa strada risolve.

Seconda opzione, la reinstallazione del player tramite il programma di installazione ufficiale. Sostituisce eventuali file danneggiati e ricrea la cache da zero. Non è però una garanzia: se il rallentamento nasce dall’interazione con Defender, il problema resta.

C’è poi chi ha risolto escludendo dai controlli di Defender l’intera cartella di VLC. Funziona, in diversi casi, ma è una modifica da soppesare con attenzione, perché significa rinunciare alla verifica di sicurezza su quei file. Va aggiunto un altro elemento: escludere soltanto vlc.exe potrebbe non bastare, dato che il collo di bottiglia riguarda i plugin e la cache, non l’eseguibile principale.

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