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VisionQuest chiude la trilogia di WandaVision: torna Ultron

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Con VisionQuest si chiude la trilogia più insolita del Marvel Cinematic Universe, quella nata nel 2021 con WandaVision e proseguita nel 2024 con le atmosfere occulte di Agatha All Along. Questa volta il riflettore è puntato sul sintezoide senziente interpretato da Paul Bettany, protagonista di una storia che parla di padri e figli, di amori improbabili e perfino delle origini dell’intelligenza artificiale generale all’interno dell’universo Marvel. La serie arriva a ottobre su Disney Plus con otto episodi firmati dallo showrunner Terry Matalas.

Come le due serie che l’hanno preceduta, anche questa è costruita come un mistero da scoperchiare poco alla volta, con una sensibilità volutamente stramba. Sono passati diversi anni da quando Visione Bianco ha superato la propria programmazione ed è volato via da Westview. Di giorno lavora in un pub scozzese, di notte vive in un’utopia virtuale costruita con le sue mani. In quella meraviglia architettonica trovano rifugio le intelligenze artificiali rimaste orfane di Tony Stark, cioè J.A.R.V.I.S., F.R.I.D.A.Y. ed E.D.I.T.H., e persino il vecchio nemico degli Avengers Ultron, con la voce e il volto di James Spader. Le regole della casa (e i limiti del budget per la computer grafica) impongono a tutti di muoversi sotto forma di avatar umani.

Un mistero fitto tra figli ritrovati e killer misteriosi

La quiete si incrina quando il cacciatore di taglie Paladin, interpretato da Todd Stashwick, mette Visione nel mirino per conto di un enigmatico Cliente. Nel frattempo viene a galla l’esistenza di Tommy Shepherd, figlio di Visione e uno dei due gemelli nati dall’incantesimo di Wanda a Westview, finito nel corpo di un borseggiatore londinese. L’obiettivo diventa quindi salvare Tommy, sfuggire a Paladin e smascherare il Cliente. Come se non bastasse, in giro per il mondo un assassino seriale chiamato Butcherbird sta eliminando uno dopo l’altro i più noti esperti di intelligenza artificiale.

Si tratta di una serie densa, con puntate che spesso sfiorano o superano l’ora. Se WandaVision raccontava il lutto di Scarlet Witch attraverso le sitcom, qui le domande sono più esistenziali. Il protagonista deve fare i conti con il suo vecchio io, con Ultron che gli fa quasi da padre, con il figlio Tommy e con l’eredità di come è venuto al mondo, visto che nel suo codice non ci sono solo le impronte di Stark e Bruce Banner. A tratti il tono si fa cerebrale, ma non manca il cuore, soprattutto nel gruppo di intelligenze artificiali più umane degli umani, un branco di simpatici svitati con cui Visione trova una vera affinità. Bettany mostra sfumature mai viste prima nel personaggio, però è Spader a rubare ogni scena con un Ultron trasformato in un nonno megalomane e adorabile che se ne sta in soffitta.

Pregi e difetti dell’ultimo capitolo prima di Avengers: Doomsday

Matalas, già autore della serie 12 Monkeys e della terza stagione di Picard, conosce bene la fantascienza più contorta. A volte però VisionQuest si complica troppo la vita e diventa difficile capire se una scena si svolge nel mondo virtuale o in quello reale. Le risposte comunque arrivano con buona regolarità e risultano soddisfacenti. Spicca la Jocasta di T’Nia Miller, poco presente nella promozione ma sempre più centrale con il passare degli episodi, mentre Ruaridh Mollica nei panni di Speed vive un percorso emotivo completo, proprio come accadde al Wiccan di Joe Locke in Agatha All Along. Peccato per la scelta di pubblicare le puntate a coppie, che toglie un po’ di respiro alle teorie settimanali.

Non mancano le strizzate d’occhio al pubblico, dal destino di Wanda in Doctor Strange nel Multiverso della Follia al celebre mento di Thanos. James D’Arcy torna nel ruolo di Edwin Jarvis già visto in Agent Carter, e la serie chiude il cerchio sui sintezoidi recuperando Jim Hammond, apparso di sfuggita come scultura in Captain America: Il primo vendicatore. Le scene d’azione funzionano meglio rispetto al finale di WandaVision, ma la comparsa improvvisa di proiettili di vibranio che mettono subito Visione in difficoltà lascia parecchio perplessi. Pur essendo l’ultimo progetto Marvel in uscita prima di Avengers: Doomsday, la serie appare piuttosto scollegata dal quadro generale e si presenta come il degno capitolo finale di una precisa stagione della televisione targata Marvel.

Fonte: TecnoAndroid

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