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Le bot farm russe continuano a fare il loro lavoro, nonostante gli attacchi con i droni che l’Ucraina ha condotto contro diversi data center di Yandex, il colosso tecnologico russo. A pochi giorni dall’operazione militare il presidente Volodymyr Zelenskyy ha sostenuto che i raid abbiano inferto un colpo concreto alla macchina della disinformazione di Mosca. Il quadro però appare meno netto di quanto lascino intendere le sue parole.
Secondo il leader ucraino l’effetto si sarebbe percepito quasi subito sulle piattaforme online. “Su molte piattaforme social è diventato improvvisamente un po’ più facile respirare” ha dichiarato lunedì. “C’erano meno odio, meno divisione e meno provocazioni.” Una lettura che collega in modo diretto la distruzione delle infrastrutture di Yandex al calo delle attività di propaganda in rete, come se spegnere i server bastasse a zittire anche chi li usava per inquinare il dibattito.
Bot farm russe: l’attacco ai data center di Yandex e le parole di Zelenskyy
I droni militari ucraini hanno messo fuori uso diversi centri di elaborazione dati in territorio russo, tutti riconducibili a Yandex. Non si tratta di obiettivi qualsiasi. I data center sono il cuore di ogni servizio digitale e, nella lettura proposta dall’Ucraina, anche il motore delle reti di account automatizzati che alimentano campagne coordinate sui social network.
Con l’espressione bot farm si indicano proprio queste strutture, capaci di gestire un gran numero di profili falsi o automatici per amplificare certi messaggi e spingere il dibattito in una direzione precisa. Colpire le macchine che le sostengono, almeno in teoria, dovrebbe ridurne la capacità operativa.
Zelenskyy non è stato il primo a ipotizzare un legame del genere. Prima di lui altre voci avevano già affermato che l’operazione avesse ridotto lo spam e le campagne di disinformazione orchestrate dalle fattorie di bot russe. Il presidente ucraino ha però dato a questa tesi un peso politico diverso, trasformando un’impressione circolata in rete in una rivendicazione ufficiale dei risultati ottenuti con l’offensiva.
Va detto che il discorso del presidente insiste soprattutto sul clima percepito. Parlare di meno odio e meno provocazioni significa descrivere un cambiamento nell’atmosfera delle piattaforme più che fornire numeri sull’attività dei troll. Ed è proprio su questo punto che la faccenda si complica.
Cosa hanno notato gli utenti dei social
Anche diversi utenti dei social hanno raccontato di aver osservato un calo del traffico sui post pubblicati da account legati all’universo MAGA. Una sensazione condivisa da più persone, che hanno associato quel rallentamento ai blackout provocati dagli attacchi contro le strutture del gruppo tecnologico russo.
Il problema è che le impressioni degli utenti, per quanto numerose, sono osservazioni difficili da verificare. Il traffico sui social cambia per tanti motivi e attribuire con certezza una flessione all’assenza dei bot russi non è affatto semplice. L’idea che un singolo attacco possa spegnere un apparato così radicato sembra del resto piuttosto ottimistica.
Ed è qui che il racconto prende una piega diversa. Malgrado i danni subiti dai server di Yandex, le bot farm russe risultano ancora attive e continuano a fare trolling sulle piattaforme, nonostante la rivendicazione di Zelenskyy su un’aria tornata più respirabile nel mondo dei social.
Fonte: TecnoAndroid








