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Trump, spot pagati dal governo USA: Public Citizen chiede lo stop

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Gli spot di Trump pagati dal governo degli Stati Uniti finiscono sotto accusa. L’organizzazione per la tutela dei consumatori Public Citizen ha presentato una denuncia alla Federal Communications Commission (FCC) e alla Federal Trade Commission (FTC) chiedendo che le emittenti smettano di trasmettere questi annunci. Secondo il gruppo violerebbero le leggi contro l’uso di denaro pubblico a fini di propaganda e la norma che limita l’attività politica dei dipendenti federali.

Nel mirino c’è soprattutto l’ultimo filmato, intitolato “The Final Battle”, che riprende un annuncio già usato dal comitato elettorale di Trump nel 2024. In un bianco e nero dal tono serissimo il presidente cammina lungo un corridoio con lo sguardo severo mentre la sua voce promette di “demolire lo stato profondo” e di “cacciare i guerrafondai dal governo”. Poi parla di espellere “comunisti, marxisti e fascisti”, di sbaragliare i media delle fake news e di liberare l’America “da questi cattivi una volta per tutte”. Immagini e audio sono gli stessi di due anni fa. Cambia soltanto la scritta in fondo allo schermo, che ora recita “Pagato dal governo degli Stati Uniti”.

La nuova versione è andata in onda durante Saturday Night Live su NBC, Fox News Sunday e diverse partite di football universitario e NFL. Il finanziamento sarebbe arrivato dal Dipartimento per la Sicurezza Interna e Trump in persona avrebbe spinto per realizzare gli annunci partecipando alla loro creazione. In un altro spot afferma che “l’America non sarà mai un paese comunista”, in un altro ancora descrive gli Stati Uniti come la nazione più eccezionale mai esistita nella storia dell’umanità. La Casa Bianca parla di semplici comunicazioni di servizio pubblico.

Trump, spot pagati dal governo: emittenti caute davanti alle pressioni della FCC

Public Citizen, fondata da Ralph Nader nel 1971, esorta FCC e FTC a ordinare lo stop di questi annunci definiti apparentemente illegali. Uno scenario poco probabile. Il presidente della FCC Brendan Carr ha più volte attaccato le emittenti sgradite a Trump e sembra più incline a minacciare le licenze di chi rifiuta gli spot. Sia lui sia il presidente della FTC Andrew Ferguson hanno inoltre sostenuto l’espansione del potere presidenziale su agenzie formalmente indipendenti come le loro.

I senatori democratici hanno scritto al segretario per la Sicurezza Interna Markwayne Mullin accusando Trump di usare illegalmente le tasse degli americani per rimettere in onda la sua campagna del 2024. Il Dipartimento avrebbe destinato all’operazione circa 17 milioni di euro, attingendo ai fondi assegnati alla protezione delle frontiere dal “One Big Beautiful Bill Act” per eventi commemorativi. Secondo una stima della società di analisi AdImpact oltre 1,5 milioni di euro di denaro federale sarebbero già stati spesi solo per la messa in onda.

Del resto rifiutare questi contenuti non è semplice. Disney, proprietaria di ABC, sta affrontando un procedimento della FCC che potrebbe bloccare il rinnovo delle licenze delle sue stazioni e ha dichiarato in tribunale che le proprie scelte editoriali ne sono state condizionate. The View non ospita più candidati da quando il procedimento è partito, e Jimmy Kimmel ha pubblicato su YouTube un’intervista a un candidato democratico per risparmiare problemi alle stazioni locali. La FCC guidata dagli uomini di Trump ha infatti ribaltato la storica esenzione dei talk show dalla regola della parità di tempo.

Perché non sarebbero comunicazioni di servizio

La cosiddetta equal time rule impedisce alle emittenti di censurare o respingere gli spot politici pagati da candidati legalmente qualificati. Per Public Citizen però non vale in questo caso perché Trump non è candidato a nessuna carica. Le emittenti possono anzi essere ritenute responsabili se trasmettono annunci contrari alla legge federale, come quelli partiti il 23 settembre 2026.

La Casa Bianca sostiene che gli spot servano a ricordare agli americani di amare il proprio paese e capire perché valga la pena difenderlo. Il gruppo ribatte che non citano alcun programma governativo e che mirano a migliorare l’immagine del presidente a ridosso delle elezioni di metà mandato del 2026, favorendo di riflesso il suo partito.

Una seconda denuncia è stata inviata al Government Accountability Office e all’Office of Special Counsel per presunte violazioni delle norme sulla propaganda e dello Hatch Act. Quest’ultimo non si applica al presidente ma secondo Public Citizen lo spot è stato ideato e diffuso dallo staff della Casa Bianca con risorse pubbliche. Il GAO non ha commentato e l’OSC si è limitato a confermare di aver ricevuto la lettera.

Il deputato democratico del Maryland Jamie Raskin ha parlato di possibile appropriazione indebita di beni pubblici a fini elettorali. Quattro parlamentari democratici hanno scritto alla Casa Bianca che non si possono usare i soldi dei contribuenti per la pubblicità politica. Anche il leader della maggioranza al Senato John Thune ha detto che il messaggio gli piace ma non dovrebbe essere pagato con denaro pubblico. Il senatore repubblicano John Kennedy, già critico verso la campagna da circa 190 milioni di euro voluta dall’ex segretaria Kristi Noem, ha dichiarato alla CBS che nessun funzionario, lui compreso, dovrebbe spendere soldi pubblici per promuovere se stesso.

Fonte: TecnoAndroid

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