Vai al contenuto
Offerte

IA generativa: il PIB occidentale non mostra ancora il salto

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Pochissime tecnologie hanno acceso tanto entusiasmo quanto l’intelligenza artificiale generativa, eppure il PIB delle economie occidentali per ora non mostra alcun salto evidente. Da tempo si parla di una svolta per la produttività e per il mercato del lavoro, con stime che arrivano a rendimenti superiori del 50%, a una spinta del 15% sul PIB globale in appena dieci anni e alla scomparsa di oltre due milioni di posti di lavoro solo in Spagna nello stesso arco di tempo. Con cifre simili sul tavolo viene spontaneo chiedersi se l’effetto IA si stia già vedendo nei grandi numeri della macroeconomia.

Cosa dicono i dati sul PIB tra Europa e Stati Uniti

Nonostante investimenti da miliardi nella IA generativa, gli indicatori di produzione non segnalano nessuna rottura. L’OCSE descrive anzi una moderazione della crescita globale nella prima metà del 2026, in un contesto segnato dalle conseguenze della guerra in Medio Oriente, dal rincaro dell’energia e dall’incertezza legata alle politiche sui dazi. L’intelligenza artificiale pesa nell’equazione ma è ancora lontana dal far pendere la bilancia. Le previsioni parlano di un PIB mondiale in crescita del 2,9% e poi del 3%. Gli analisti contano sulla spinta della IA e su un’energia più economica, ma riconoscono anche fattori frenanti come la pressione inflazionistica e il rialzo dei tassi di interesse.

Il caso degli Stati Uniti è forse il più interessante. Questa tecnologia rappresenta già la più grande scommessa economica nella storia del Paese, con una spesa in data center superiore a quella destinata a canali, ferrovie e rete elettrica. Alcuni analisti stimano che circa il 40% del PIB americano sarà “sostanzialmente toccato” dallo sviluppo della IA generativa. Eppure l’OCSE prevede per gli USA una crescita del 2,2% quest’anno e del 2,1% nel 2027. È un ritmo nettamente più alto della media dell’eurozona, ferma all’1,0%, e di partner storici come Giappone e Canada, ma guardando la curva storica non emerge alcun punto di svolta. Nel secondo trimestre il PIB ha persino rallentato all’1,5%, frenato dal calo dei redditi e della spesa delle famiglie. Goldman Sachs segnala inoltre che la IA sta contribuendo all’inflazione.

Una produttività che cresce senza strappi

Per misurare l’efficienza di un’economia conta soprattutto la produttività del lavoro, cioè il rapporto tra produzione reale e ore lavorate. Escludendo agricoltura, pubblica amministrazione, ONG e lavoro domestico, negli Stati Uniti questo indicatore è salito dell’1,4% nel secondo trimestre del 2026. Su base annua l’aumento arriva al 2,2%, un dato buono ma in linea con la tendenza dell’ultimo decennio. Il tema è delicato perché secondo uno studio dell’OCSE la IA generativa potrebbe alzare la produttività in media del 30%, con punte oltre il 50% per alcune mansioni specifiche. Qualche mese fa Barclays aveva già avvertito i clienti che i miglioramenti attesi non stavano arrivando e che l’adozione appariva più “graduale e costante” che dirompente.

Non si tratta di un bluff, ma la velocità della tecnologia non coincide con quella dei suoi effetti. La Federal Reserve di St. Louis ha analizzato 490.000 conference call sui risultati di società quotate americane arrivando a due conclusioni. La IA ha già cambiato il modo in cui i manager parlano di produttività, ma i suoi effetti “non sono ancora ben visibili nei dati aggregati”. La produttività totale dei fattori corretta per l’utilizzo è cresciuta appena dello 0,07% nei quattro trimestri chiusi con il primo del 2026. Un’analisi precedente stimava un contributo della IA generativa di appena l’1,1% alla produttività di fine 2024 rispetto al 2022.

Un copione già visto con altre tecnologie

Non è la prima volta che un’innovazione dirompente genera aspettative enormi poi ridimensionate dal tempo. Era successo con il web 2.0. Servono anni per riorganizzare le aziende, formare il personale, adattare i flussi di lavoro e superare colli di bottiglia che la IA non può risolvere. L’economista Robert Solow lo aveva sintetizzato con ironia dicendo che l’era dei computer si vedeva ovunque tranne che nelle statistiche sulla produttività. Il loro impatto reale emerse solo alla fine degli anni Novanta.

Il quadro resta comunque incerto. Nell’ultimo sondaggio del World Economic Forum il 97% degli esperti prevede che l’adozione della IA continuerà a crescere e la maggioranza si aspetta “importanti guadagni” di produttività. Il 79% però teme l’effetto negativo dell’opposizione ai data center e il 61% ritiene che la IA non creerà occupazione in modo significativo, sollevando dubbi sulle ricadute per i consumi.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
22 Condivisioni