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Oltre 125.000 euro spariti in tre mesi, questo il bilancio di una truffa del trading online che ha colpito un cittadino di Crotone, convinto a versare somme sempre più consistenti dopo aver letto un post su un social network che prometteva guadagni facili. Dietro il raggiro c’erano otto persone, tutte residenti a Roma, identificate dalla Polizia di Stato e segnalate all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di ricettazione.
Il meccanismo, purtroppo, è quello classico. I sedicenti broker avevano allestito un falso sito di trading, curato abbastanza da sembrare credibile, e da lì hanno guidato la vittima passo dopo passo. Nessun pagamento strano, nessuna richiesta esotica, solo normalissimi bonifici verso conti correnti che però erano nella disponibilità del gruppo. Una volta incassato il denaro, le somme sono state spostate all’estero, così da rendere molto più complicato risalire alla destinazione finale.
Come è partita l’indagine sulla truffa del trading online
Tutto è cominciato con la denuncia presentata da chi aveva subito il danno. Da lì si è messa in moto l’attività investigativa della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Crotone, coordinata dalla Procura della Repubblica locale. Il lavoro degli inquirenti ha portato a individuare gli otto soggetti coinvolti, che risultano titolari o amministratori di società. Non un dettaglio secondario, perché è proprio la struttura societaria a rendere più semplice far transitare somme importanti senza destare sospetti immediati.
Il procedimento si trova ancora nella fase preliminare. Come specificato nella comunicazione della Polizia Postale, gli indagati devono ritenersi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna. Altri dettagli utili a ricostruire la vicenda nei particolari non sono stati diffusi, quindi la ricostruzione si ferma qui, senza margini per ipotesi aggiuntive. Resta però il fatto che una storia così merita di essere raccontata, perché racconta bene quanto siano ancora diffusi i tentativi di raggiro costruiti sulla promessa di un guadagno rapido. Tre mesi sono un periodo lungo, e questo dice molto sulla capacità dei truffatori di mantenere il rapporto con la vittima, alimentando la fiducia fino all’ultimo bonifico utile.
Investimenti facili, il rischio è sempre dietro l’angolo
Non è il primo episodio di questo tipo e difficilmente sarà l’ultimo. Cadere in una truffa legata al trading è molto più semplice di quanto si immagini, soprattutto quando il primo contatto arriva da un canale familiare come un social network, dove il confine tra contenuto pubblicitario e post qualunque è ormai sottilissimo.
Negli ultimi tempi il quadro si è complicato ancora di più, perché i criminali hanno iniziato ad affidarsi all’intelligenza artificiale per rendere le proprie proposte più convincenti. Un esempio su tutti è il deepfake di Giorgia Meloni comparso nel feed di Facebook, con la presidente del Consiglio che invitava a investire 250 euro. Video di quel tipo funzionano perché sfruttano un volto noto e un importo iniziale apparentemente contenuto, quasi innocuo, che serve solo ad aprire la porta.
Il consiglio, ripetuto ogni volta che una vicenda simile finisce sotto i riflettori, è sempre lo stesso. Diffidare di chiunque prospetti un ritorno economico troppo conveniente per essere vero, verificare l’esistenza e l’autorizzazione della piattaforma prima di muovere anche un solo euro, e insospettirsi quando la richiesta è quella di effettuare bonifici verso conti intestati a soggetti che nulla hanno a che vedere con un intermediario finanziario regolare. Nel caso di Crotone la denuncia è arrivata dopo che il danno era già stato fatto, con oltre 125.000 euro usciti dalle disponibilità della vittima e finiti su conti esteri.








