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La data del debutto pubblico di macOS 27 Golden Gate è finalmente fissata: Apple ha confermato che la versione stabile arriverà su tutti i computer compatibili da lunedì 14 settembre, chiudendo così una fase beta che ormai andava avanti da mesi. Non sarà un’uscita isolata, perché lo stesso giorno toccherà anche a iOS 27, iPadOS 27, watchOS 27, tvOS 27 e visionOS 27, secondo quella logica di rilascio in blocco che ormai a Cupertino è diventata prassi consolidata.
Chi ha seguito il ciclo di test sa già cosa aspettarsi in termini di stabilità, ma il passaggio alla release definitiva resta comunque il momento in cui il grosso dell’utenza incontra davvero il nuovo sistema. Le beta, per quanto ampiamente diffuse, restano un ambiente frequentato da una minoranza di appassionati e sviluppatori. Il rilascio stabile è un’altra cosa, arriva sui Mac di chiunque abbia gli aggiornamenti automatici attivi e su quelli di chi, semplicemente, aspettava il via libera ufficiale prima di toccare qualsiasi cosa.
Quali Mac ricevono l’aggiornamento
La lista dei Mac compatibili è di quelle generose, almeno per una fetta precisa di utenti. Il criterio è semplice e si riassume in una parola: Apple Silicon. Tutti i MacBook Pro, i MacBook Air, gli iMac, i Mac mini, i Mac Pro e i Mac Studio equipaggiati con un processore progettato in casa Apple rientrano nell’elenco. Si parte dai MacBook Air con chip M1 usciti alla fine del 2020, quindi macchine che hanno ormai qualche anno alle spalle, e si arriva fino ai modelli più recenti basati su M5.
Tradotto in termini pratici, significa che chi ha comprato un Mac negli ultimi cinque anni con ogni probabilità potrà installare macOS Golden Gate senza pensarci troppo. Il discriminante non è l’anno di acquisto in sé ma il tipo di processore montato a bordo, e su questo la linea tracciata da Apple è netta. Le macchine con architettura Intel restano fuori dai giochi, coerentemente con una transizione iniziata ormai da tempo e che a questo punto si può considerare praticamente completata sul fronte software.
L’ultimo giro per Rosetta
C’è però un dettaglio che merita attenzione, soprattutto per chi lavora con applicazioni datate o con software professionale mai aggiornato dagli sviluppatori. macOS 27 sarà l’ultima versione principale del sistema operativo a includere Rosetta in forma integrale. Per chi non avesse familiarità con il nome, si tratta dello strato di traduzione che permette ai Mac con chip Apple Silicon di far girare programmi scritti originariamente per i processori Intel, senza che l’utente debba fare nulla di particolare.
È stato uno degli strumenti che ha reso indolore il passaggio all’architettura proprietaria, permettendo a intere librerie di applicazioni di continuare a funzionare anche quando l’hardware sotto il cofano era cambiato radicalmente. La sua uscita di scena, annunciata come progressiva a partire dalle versioni successive, è il segnale che quel ponte tra due mondi ha esaurito la sua funzione. Chi ha ancora software Intel indispensabile nel proprio flusso di lavoro farebbe bene a prenderne nota, perché con Golden Gate si entra ufficialmente nell’ultimo ciclo di piena compatibilità.








